La guerra in Ucraina ha registrato l’attacco russo più violento dall’inizio dell’anno, con almeno 17 morti e oltre 100 feriti in una serie coordinata di raid con droni e missili su più città del Paese. Il bilancio, ancora provvisorio, è stato diffuso dalle autorità ucraine e confermato da fonti internazionali. Le vittime si concentrano soprattutto a Odessa, con nove morti. Altri tre decessi sono stati registrati nella regione di Dnipropetrovsk e uno nell’oblast di Zaporizhzhia. L’offensiva è iniziata nella notte tra mercoledì e giovedì. L’allarme aereo è scattato nella capitale intorno alle 2.30, seguito pochi minuti dopo da esplosioni e dall’attivazione delle difese antiaeree.
Secondo l’aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato quasi 700 droni, in gran parte di tipo Shahed, insieme a missili balistici e da crociera. Tra i vettori impiegati figurano 19 missili balistici, oltre a un numero non precisato di missili da crociera. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “circa 700 droni e 19 missili balistici”, diretti principalmente contro Kyiv, Odessa e Dnipro. Si tratta di uno degli attacchi più intensi delle ultime settimane e, per numero di vettori impiegati, tra i più massicci contro aree civili dall’inizio del conflitto. A Kiev diversi quartieri sono stati colpiti, tra cui Podilskyi, e quattro persone sono state uccise, tra cui un ragazzo di 12 anni.. Tra i feriti nella capitale ci sono anche tre agenti di polizia e quattro operatori sanitari, colpiti durante un secondo attacco mentre intervenivano sui luoghi delle prime esplosioni, una tecnica nota come “double tap”.
Zelensky: “Nessuna normalizzazione possibile”
Intervenendo durante una cerimonia nei Paesi Bassi, Zelensky ha ribadito la necessità di mantenere la pressione su Mosca: “La Russia non merita alcun allentamento della pressione internazionale o delle sanzioni”. Il presidente ha aggiunto: “La Russia scommette sulla guerra. La risposta deve essere esattamente questa: difendere le vite con tutti i mezzi disponibili e aumentare la pressione per la pace con la stessa forza”.
Anche il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha denunciato i raid come “crimini di guerra che devono essere fermati e puniti”. Dalla Commissione europea è arrivata una posizione analoga: qualsiasi alleggerimento delle sanzioni “non è utile” a mantenere la pressione su Mosca.
Carenza di missili Patriot
Gli attacchi arrivano in un momento critico per la difesa aerea ucraina. Zelensky ha avvertito nei giorni scorsi che il Paese è “praticamente a corto” di missili Patriot di produzione statunitense, fondamentali per intercettare i vettori balistici. Secondo Kiev, una parte significativa di questi sistemi sarebbe stata impiegata in Medio Oriente durante il recente conflitto con l’Iran, riducendo la disponibilità per l’Ucraina. Il governo ucraino sta sviluppando alternative più economiche e nuovi droni intercettori, ma al momento non è in grado di sostituire completamente le capacità dei Patriot.
Kiev colpisce infrastrutture russe
Nel frattempo, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi in territorio russo. Il governatore della regione di Krasnodar ha riferito la morte di una donna e di una ragazza di 14 anni in seguito a raid ucraini sul porto di Tuapse, sul Mar Nero. Kiev ha confermato di aver colpito infrastrutture energetiche nella zona, tra cui impianti legati all’export petrolifero, nell’ambito della campagna contro il settore energetico russo, considerato una fonte chiave di finanziamento dello sforzo bellico del Cremlino. Attacchi sono stati segnalati anche in Crimea occupata, contro depositi di carburante. Tuapse rappresenta uno snodo chiave per le esportazioni di prodotti petroliferi russi ed è sede di una raffineria del gruppo Rosneft.
Pressione diplomatica
Sul piano politico, gli sviluppi militari si accompagnano a nuove iniziative diplomatiche. Zelensky ha effettuato nei giorni precedenti un tour europeo con tappe in Germania, Norvegia e Italia per ottenere ulteriori sistemi di difesa aerea. Nel frattempo, il segretario generale della Nato Mark Rutte è atteso a Bruxelles per incontri con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, mentre proseguono i contatti tra i principali governi europei.





