Lo smart working non è “un benefit né una concessione”, ma “uno strumento di governance organizzativa, che richiede visione, responsabilità e una cultura della performance orientata ai risultati”.
Lo ha affermato Giuseppe Conte, esperto di risorse umane e autore del volume In difesa dello Smart Working (Castelvecchi editore), intervenendo al convegno “Smart Working e Futuro delle Organizzazioni” che si è svolto al Maschio Angioino di Napoli, promosso dalla Fondazione Valenzi ETS.

Nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista e saggista Salvatore Santangelo, Conte ha sottolineato che “non esiste un modello universale” e che servono “soluzioni intelligenti, costruite intorno alle persone e coerenti con le esigenze di ciascuna organizzazione”. Il confronto ha messo al centro il rapporto tra organizzazione del lavoro, innovazione tecnologica, coesione sociale e futuro della Pubblica Amministrazione.





