La cosmetica non è un comparto secondario ma uno dei motori più dinamici dell’economia italiana. Lo ha sottolineato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, intervenendo a Cosmoprof Worldwide Bologna. Nel 2025 il settore vale 18 miliardi di euro, con una crescita media annua del 14% negli ultimi quattro anni e circa 440 mila occupati. Numeri che lo rendono tra i comparti più resilienti e internazionalizzati, capace di conquistare mercati anche in fasi difficili.
“La cosmetica è chimica applicata alle emozioni”, ha spiegato Valentini, evidenziando il connubio tra rigore scientifico e creatività. Tre i pilastri su cui si fonda il comparto: innovazione di prodotto (identità, inclusività e benessere), innovazione di processo (tracciabilità, digitalizzazione e sostenibilità) e packaging.
Ruolo centrale
L’Italia gioca inoltre un ruolo centrale nella produzione globale: oltre la metà del make-up mondiale e più del 65% di quello europeo è realizzato da imprese italiane, spesso dietro marchi stranieri. Da qui la necessità di tutelare e valorizzare questa filiera, anche contro la contraffazione. “La cosmetica è un fiore all’occhiello del Made in Italy”, ha concluso Valentini, sottolineando che la competitività del settore deriva dalla capacità di anticipare le regole e trasformarle in vantaggio.





