A un anno dall’attribuzione della certificazione di genere all’Inps l’Istituto ha promosso un convegno, in collaborazione con il Comitato unico di garanzia, per fare il punto su parità retributiva, educazione finanziaria e impatto delle disuguaglianze sull’economia delle famiglie e del Paese. L’iniziativa si colloca alla vigilia della Giornata internazionale della donna. Ad aprire i lavori è stata la Direttrice generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, che ha richiamato la necessità di affrontare le disuguaglianze di genere in modo strutturale. “Gli incentivi sono importanti, ma rappresentano una risposta solo parziale. Le disuguaglianze nascono da fattori culturali, educativi ed economici”.
Vittimberga ha sottolineato che la parità retributiva richiede strumenti di trasparenza e misurazione e ha evidenziato il tema della genitorialità: finché sarà percepita come un limite per le donne, ha osservato, non si potrà parlare di piena equità. Ha inoltre richiamato la necessità di una maggiore condivisione dei congedi parentali e il riconoscimento del lavoro di cura, ribadendo che la partecipazione femminile rappresenta una condizione per lo sviluppo del Paese.
Nel corso del convegno è intervenuta anche la Vice Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha indicato parità salariale e occupazione femminile come priorità: “Non basta leggere le difficoltà: occorre mettere a disposizione soluzioni concrete e sostenibili”, ha detto.
Conclusioni
Le conclusioni sono state affidate al Presidente dell’Inps Gabriele Fava che ha posto l’accento sull’impatto della questione di genere sulla qualità dello sviluppo e sulla coesione sociale. Fava ha evidenziato come il divario non si misuri solo nelle opportunità mancanti, ma anche negli ostacoli che incidono nella vita quotidiana, tra interruzioni, costi e difficoltà di accesso ai servizi. In questo contesto, ha spiegato, anche diritti formalmente esistenti rischiano di non essere esercitati.
Secondo il Presidente dell’Inps la questione femminile riguarda il funzionamento complessivo del sistema e non può essere affrontata solo in chiave redistributiva. La costruzione della parità, ha osservato, passa dall’organizzazione dei servizi, dalla gestione dei tempi e dalla riduzione degli ostacoli che gravano sulla vita delle persone. “La semplificazione non è un fatto tecnico: è una scelta di giustizia”.





