Mentre il presidente americano Donald Trump dichiara che “trattare con Zelensky è più difficile che con Putin”, accusando Kiev di agire per “motivi politici e di immagine”, proseguono i contatti diplomatici. A Miami si sono svolti colloqui bilaterali tra delegazioni di Washington e Kiev, mentre l’Unione europea resta divisa sugli aiuti e nuovi raid colpiscono infrastrutture energetiche e civili su entrambi i fronti. La delegazione ucraina guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza Rustem Umerov è arrivata ieri a Miami per incontrare gli emissari americani, tra cui l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato che tra i temi in agenda figurano i preparativi per un possibile incontro trilaterale con Mosca, le forniture di armi e un “accordo sui droni” con Washington, che includerebbe droni navali, a lungo raggio e cooperazione tecnologica. Zelensky ha inoltre criticato l’eventuale allentamento delle sanzioni sul petrolio russo, definendolo “pericoloso” perché aumenterebbe le entrate di Mosca e quindi la sua capacità militare. Nel giorno dei colloqui negli Stati Uniti, il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis ha dichiarato che Ginevra è pronta a ospitare un nuovo ciclo di negoziati trilaterali. “Credo di sì, siamo capaci e i legami diplomatici possono ristabilirsi gradualmente”, ha affermato.
Attacchi incrociati
Sul terreno, l’aeronautica ucraina ha riferito di aver neutralizzato 148 dei 154 droni lanciati dalla Russia nella notte. Mosca ha invece dichiarato di aver abbattuto 283 droni ucraini in 15 regioni. Le autorità russe hanno inoltre riferito che due civili sono rimasti feriti nella regione di Saratov in seguito agli attacchi ucraini. Kiev ha rivendicato un attacco contro una raffineria di petrolio a Saratov, ritenuta importante per il rifornimento dell’esercito russo. L’operazione si inserisce in una serie di attacchi con droni che, secondo Mosca, hanno registrato un’intensità molto superiore rispetto alla notte precedente. Secondo lo Stato maggiore ucraino, sono stati danneggiati un’unità di lavorazione e un serbatoio di stoccaggio.
Un attacco russo contro infrastrutture energetiche a Zaporizhzhia ha lasciato senza elettricità oltre 47 mila abitazioni. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, precisando che parte della rete è stata già ripristinata mentre proseguono le riparazioni. Sul lato russo, il governatore della regione di Belgorod Vyacheslav Gladkov ha riferito che quattro persone sono morte nel villaggio di Smorodino dopo un bombardamento ucraino che ha colpito una struttura sociale. L’edificio è stato distrutto e un incendio ha coinvolto anche un immobile commerciale.
Stallo sugli aiuti europei
Sul piano politico resta bloccato il prestito europeo a Kiev. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito la posizione di Ungheria e Slovacchia “un atto di grande slealtà”, mentre il premier ungherese Viktor Orbán ha sostenuto che “il blocco petrolifero di Kiev è rotto”. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha affermato che lo sblocco degli aiuti potrebbe arrivare dopo le elezioni ungheresi, “questione di pochi giorni”.
Mosca rafforza i legami con Teheran
Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di sostegno alla leadership iraniana per il Nowruz, ribadendo che la Russia resta “un amico leale e partner affidabile” di Teheran.





