L’Iran ha colpito di nuovo diversi Paesi della regione. In Bahrein, sede della Quinta Flotta Usa, la difesa aerea afferma di aver intercettato oltre cento missili e più di centosettanta droni lanciati da Teheran negli ultimi giorni. Alcuni ordigni hanno però raggiunto infrastrutture energetiche e la compagnia statale Bapco Energies ha dichiarato lo stato di forza maggiore dopo il raid sulla raffineria di Sitra.
Nel Paese si contano più di trenta feriti. In Israele un attacco missilistico iraniano ha causato un morto nel centro del Paese. Le sirene sono tornate a suonare anche ad Haifa e nel nord. Ad Abu Dhabi, secondo le autorità locali, la caduta di detriti dopo le intercettazioni della difesa aerea ha provocato due feriti.
Nel sud dell’Iran, media locali riferiscono di un attacco israeliano contro una base aerea nell’area di Bandar Abbas, vicino allo stretto di Hormuz. Non ci sono al momento dati ufficiali su vittime o danni.Teheran continua intanto a lanciare missili e droni contro Israele e contro Paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi. L’Iran nega invece di aver colpito Turchia, Cipro e Azerbaigian e parla di possibili provocazioni per incrinare i rapporti con i vicini.
Libano pronto al negoziato
Israele ha colpito ancora la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, prendendo di mira strutture finanziarie e logistiche legate al movimento sciita. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha detto che il governo è pronto a discutere qualsiasi proposta di negoziato con Israele per arrivare a una pace “solida e duratura”, fondata sulla formula “terra in cambio di pace”. Salam ha ribadito che Beirut non ha interesse a essere trascinata nel conflitto regionale e punta a rafforzare il ruolo dell’esercito sul territorio.
Sul terreno però la tensione resta alta. La missione Onu nel sud del Libano continua a operare lungo la linea di confine, mentre Israele mantiene forze corazzate e pattuglie di ricognizione oltre la Blue Line.
Mojtaba Khamenei Guida Suprema
Intanto la Repubblica islamica ha nominato Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, nuova Guida Suprema. Il presidente Masoud Pezeshkian si è congratulato con lui, mentre in Iran sono state convocate manifestazioni di sostegno. Da Mosca Vladimir Putin ha ribadito “il sostegno incrollabile della Russia ai nostri amici iraniani”. Ma dentro l’Iran emergono anche tensioni sulla successione. Secondo l’ayatollah Mohsen Heidari, alcuni membri dell’Assemblea degli Esperti non sarebbero stati informati della riunione che ha votato la nomina.
Accuse all’Europa e mosse diplomatiche
In questo quadro, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che i Paesi europei abbiano favorito l’escalation appoggiando le iniziative statunitensi al Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Lo stesso Baghaei ha accusato Washington di voler “spezzettare l’Iran” per controllarne le risorse energetiche. Sul piano diplomatico, la Russia prepara una bozza di risoluzione all’Onu per chiedere un cessate il fuoco immediato, mentre la Cina si dice pronta a collaborare con i Paesi della regione per sostenere la stabilità nel Golfo. Il premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al Thani ha definito gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo “un pericoloso errore di calcolo”.
Petrolio sopra i 100 dollari
Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile tra i timori per la sicurezza dello stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto delle forniture energetiche mondiali. Brent e Wti sono in forte rialzo, mentre le Borse europee hanno chiuso in calo.
Donald Trump ha sostenuto che l’aumento dei prezzi “è un prezzo molto piccolo da pagare per la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e del mondo”. Intanto Antonio Tajani ha convocato una nuova riunione dell’unità di crisi alla Farnesina con gli ambasciatori italiani nella regione, mentre Steve Witkoff e Jared Kushner hanno annullato la visita prevista in Israele.





