La morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, e non poteva che essere così, ha scatenato una ridda di reazioni da tutto il mondo. Molto importante quella di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, che sui social ha definito Khamenei “il sanguinario tiranno del nostro tempo” e ha sostenuto che con la sua morte “la Repubblica Islamica è di fatto giunta al termine”. Pahlavi ha dichiarato che qualsiasi tentativo di nominare un successore sarebbe “privo di legittimità e sopravvivenza” e ha quindi invitato militari e forze di sicurezza a unirsi alla popolazione per favorire “una transizione stabile verso un Iran libero e prospero”. In un articolo pubblicato dal The Washington Post, Pahlavi ha inoltre illustrato un piano per una transizione “ordinata e trasparente” verso un sistema democratico. Nei suoi messaggi, ha ringraziato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “L’ora della liberazione è vicina.
Minacce incrociate
Dure le parole di Ali Larijani, Capo del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale iraniana, che ha minacciato vendetta contro “l’America e il regime sionista” per gli attacchi subiti. La replica di Trump non si è fatta attendere: il Tycoon ha detto sui social che, qualora l’Iran colpisse “più duramente di quanto abbia mai fatto prima”, gli Stati Uniti risponderebbero “con una forza mai vista”.
Anche il Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che il Paese era preparato a “tutti gli scenari”, accusando Trump e il Premier israeliano Benjamin Netanyahu di aver “oltrepassato le linee rosse” e promettendo conseguenze.
La fase di transizione
Secondo quanto reso noto da Mohammad Mokhber, Consigliere del defunto leader, la guida del Paese nel periodo di transizione sarà affidata al Presidente Masoud Pezeshkian insieme ad altri due alti funzionari. Le autorità iraniane assicurano di aver predisposto piani per garantire continuità istituzionale e stabilità.
Il G7 e la posizione italiana
La crisi iraniana è stata al centro di una riunione dei ministri degli Esteri del G7. Il Vicepremier Antonio Tajani ha spiegato di aver partecipato a un incontro dedicato ai nuovi scenari apertisi dopo la morte di Khamenei. Il Ministro degli Esteri Tajani ha sottolineato la necessità di evitare un ampliamento del conflitto che possa compromettere la sicurezza regionale e la libertà dei traffici commerciali in un’area strategica per l’export italiano. Ha ribadito inoltre l’importanza di eliminare la minaccia nucleare e missilistica, incoraggiando la cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e confermato l’impegno dell’Italia, insieme ai partner del G7 e dell’Unione Europea, a sostenere iniziative diplomatiche per la stabilità del Medio Oriente.
Fronte militare
L’agenzia ufficiale Islamic Republic News Agency ha confermato la morte del Capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdul Rahim Mousavi, e del Ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, uccisi negli attacchi condotti da forze israeliane e statunitensi su Teheran. Le tensioni si sono ulteriormente aggravate dopo un attacco con drone all’Aeroporto Internazionale di Zayed ad Abu Dhabi, che secondo i media avrebbe provocato una vittima e sette feriti.



