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Bolletta elettrica

Bollette, CNA e Confartigianato: bene il taglio agli oneri per artigiani e piccole imprese

Accolto con favore l’intervento del Governo, ma criticano il meccanismo di uscita dal Conto Energia: “Rischio extracosti per 3 miliardi in dieci anni”
martedì, 24 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Apprezzamento per la riduzione degli oneri di sistema a carico di artigiani e piccole imprese, ma forti perplessità sul nuovo meccanismo legato al Conto Energia. È questo il giudizio espresso da Cna e Confartigianato dopo l’approvazione del Dl Bollette da parte del Consiglio dei Ministri. “Apprezziamo l’impegno del Governo per la riduzione degli oneri di sistema con risorse immediatamente disponibili”, sottolineano le due organizzazioni, in attesa di conoscere nel dettaglio il contenuto del provvedimento.

Secondo Cna e Confartigianato, il decreto recepisce le preoccupazioni più volte espresse dalle rappresentanze dell’artigianato e delle micro e piccole imprese, alle prese con costi energetici elevati che incidono pesantemente sulla competitività. Le confederazioni evidenziano come sia stata finalmente colta “la sollecitazione a diminuire fin da quest’anno il peso iniquo che grava sulle bollette delle piccole imprese e ne compromette la capacità di stare sul mercato

I costi del repowering

Più critico, invece, il giudizio sul meccanismo di fuoriuscita volontaria dagli incentivi del Conto Energia con obbligo di repowering a partire dal 2028. Secondo le stime delle associazioni, la misura potrebbe comportare extracosti per il sistema pari a circa 3 miliardi di euro nell’arco di dieci anni.

Piccole e micro imprese

La Cna, inoltre, ribadisce che la riduzione strutturale e rapida dei costi energetici rappresenta una condizione essenziale per la competitività del tessuto produttivo, in particolare per la vasta platea delle micro e piccole imprese. Un tema che, sottolinea la Confederazione, è prioritario anche in vista del prossimo vertice europeo.

Troppo alta la bolletta in Italia

Il peso delle bollette in Italia resta infatti nettamente superiore alla media europea, con differenziali che raggiungono il 50-60% rispetto a Paesi come Francia e Spagna. Le piccole imprese, inoltre, sostengono un costo dell’energia fino a tre volte superiore rispetto alle aziende energivore, a causa di un sistema ritenuto non equo.

Grandi aziende poca spesa

Emblematico il divario negli oneri generali: una piccola impresa arriva a pagare circa 70 euro per megawattora, contro i 6-14 euro delle grandi imprese. A differenza di quanto avviene in altri Paesi europei, le micro e piccole realtà produttive italiane non possono inoltre accedere a un ampio ventaglio di agevolazioni, aggravando ulteriormente il divario competitivo.

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