Meglio proprio non si poteva: si è chiusa con trenta medaglie e un quarto posto nel medagliere l’avventura di Milano-Cortina 2026. Dieci ori, sei argenti e quattordici bronzi: l’Italia ha superato il record di Lillehammer, fermo a quota venti, e ha firmato una delle migliori Olimpiadi invernali della sua storia. Non è stata soltanto una questione di numeri. È stato il segnale di un sistema sportivo che ha trovato continuità, programmazione e capacità di competere in quasi tutte le discipline. Ovviamente soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio che ha parlato di “Olimpiade da 30 e lode” e ha legato il risultato a un lavoro condiviso.
Il medagliere, ha spiegato ieri nella conferenza di chiusura, ha rappresentato un sistema che ha saputo ascoltare, coordinare e sostenere gli atleti nel tempo. Ha richiamato il messaggio di fine anno del Capo dello Stato Sergio Mattarella e ha sostenuto che anche lo sport ha contribuito ad arricchire la storia della Repubblica. Ha ricordato il record dei premi in denaro e ha sottolineato l’impatto economico generato dalle medaglie, con un interesse crescente per il brand Italia sui mercati internazionali.
Primo grande modello diffuso
Milano-Cortina non si è limitata ai risultati in pista e sulle piste. I Giochi si sono presentati come il primo grande modello diffuso: sedici discipline, quattordici venue, un’area di 22mila chilometri quadrati, 224 sessioni, 900 ore di competizioni, 2.880 atleti e 93 delegazioni. La Fondazione Milano-Cortina 2026 ha rivendicato la tenuta organizzativa e il consenso registrato anche all’interno del Cio, che ha riservato una standing ovation all’ultima sessione.
Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione, ha parlato di risposte affidate ai fatti e ai risultati. Ha ringraziato i Ministeri dell’Interno e della Difesa per il supporto e ha citato il Direttore esecutivo dei Giochi Christophe Dubi tra i protagonisti dietro le quinte. Intanto il Comitato olimpico internazionale ha conferito l’Ordine Olimpico d’Oro a Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con consegna prevista a Roma. L’Ordine Olimpico d’Argento è andato ai Ministri Andrea Abodi, Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, ai Sindaci Giuseppe Sala e Gianluca Lorenzi, ai Governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, ai Presidenti delle Province autonome Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti e ai vertici della Fondazione.
Usa ok nell’hockey maschile
L’ultimo atto sportivo ha consegnato l’oro agli Stati Uniti nell’hockey maschile. La nazionale americana ha battuto il Canada 2-1 all’overtime grazie alla rete di Jack Hughes dopo un minuto e quaranta secondi di supplementare. Gli Usa hanno conquistato il terzo oro della loro storia nel giorno dell’anniversario del ‘Miracle on Ice’ del 22 febbraio 1980. Il Presidente americano Donald Trump si è congratulato sui social. La squadra ha dedicato il successo a Johnny Gaudreau, scomparso nel 2024. Con il titolo maschile gli Stati Uniti hanno completato la doppietta dopo l’oro femminile e hanno chiuso con dodici ori, dodici argenti e nove bronzi, secondi nel medagliere dietro la Norvegia.
L’ultimo atto a Verona
Intanto ieri sera il sipario è calato all’Arena di Verona. La Cerimonia di chiusura ha riunito atleti, istituzioni e pubblico in un ultimo saluto ai Giochi. In tribuna hanno preso posto il Premier Giorgia Meloni e il Presidente della Camera Lorenzo Fontana. Il Primo Ministro ha ringraziato atleti, volontari, forze dell’ordine e personale sanitario e ha scritto che l’orgoglio vissuto accompagnerà l’Italia ancora a lungo.
La sfilata delle delegazioni ha preceduto lo spegnimento del braciere e il passaggio di consegne alle Alpi francesi, sede dei Giochi invernali del 2030. Portabandiera azzurri sono stati Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto. Sul palco Roberto Bolle ha presentato ‘Bellezza in movimento’ con centinaia di volontari. Achille Lauro si è esibito davanti al pubblico della sua città natale. Gabry Ponte ha chiuso la serata con un set che ha trasformato l’Arena in una festa collettiva. Milano-Cortina ha consegnato i Giochi alla memoria sportiva del Paese e ha aperto la strada alle Paralimpiadi, in programma dal 6 marzo.



