L’obiettivo dichiarato da Governo, Regioni e Aran sarebbe quello di arrivare alla chiusura del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari per il triennio 2025-2027 entro l’autunno, “se tutto filerà liscio”. È quanto la Federazione Cimo-Fesmed riferisce di apprendere dalle notizie riportate dalla stampa. Ma, secondo il sindacato, l’andamento delle ultime fasi della trattativa al tavolo negoziale racconta uno scenario tutt’altro che privo di ostacoli.
Le difficoltà sui riconoscimenti
A destare preoccupazione sono soprattutto i contenuti delle più recenti bozze di articolato sottoposte alle organizzazioni sindacali. Secondo Cimo-Fesmed, infatti, alcuni dei testi arrivati al tavolo presenterebbero modifiche peggiorative rispetto alle precedenti versioni, con il rischio di determinare arretramenti sul piano normativo e di non garantire un adeguato riconoscimento del ruolo e delle responsabilità dei professionisti della sanità.
Cimo: passi indietro inaccessibili
“Anche la nostra intenzione è quella di chiudere il contratto il prima possibile, ma diventa difficile farlo se continuiamo a ricevere bozze di testo peggiori delle precedenti”, dichiara Guido Quici, presidente di Cimo-Fesmed. “L’ultimo articolato ricevuto e di cui abbiamo discusso questa mattina in Aran prevede infatti passi indietro inaccettabili. Se questo è il modo in cui si intende accelerare la trattativa, siamo decisamente sulla strada sbagliata”.
Trattativa, partiti bene poi tutto in salita
Per la Federazione, la rapidità nella conclusione del negoziato non può quindi tradursi in un compromesso al ribasso sui contenuti del contratto. L’obiettivo di arrivare alla firma in tempi brevi, sottolinea il sindacato, deve necessariamente essere accompagnato da un confronto capace di garantire soluzioni adeguate alle esigenze della dirigenza medica e sanitaria. Cimo-Fesmed riconosce che, fino a questo momento, il confronto si è svolto in un clima sostanzialmente positivo e costruttivo. Proprio per questo, il sindacato ritiene necessario intervenire sui capitoli che considera più critici, prima che la trattativa entri nella fase decisiva. “La trattativa finora è proseguita in un clima positivo e costruttivo, ma se non si cambia rotta su alcuni capitoli del contratto la Federazione Cimo-Fesmed è pronta a non firmare il pre-accordo”, avverte Quici. Il nodo, per il sindacato, riguarda dunque il contenuto complessivo del rinnovo e la necessità di evitare che l’urgenza di arrivare alla conclusione del negoziato finisca per penalizzare i medici e i dirigenti sanitari. “Non accetteremo che siano i medici a dover pagare il prezzo di un contratto che arretra sul piano normativo e non riconosce adeguatamente il loro lavoro”, conclude il presidente di Cimo-Fesmed.





