A Ebrei e cristiani, spetta un compito preciso e una responsabilità precisa: difendere e rilanciare la visione dell’uomo fondata sulla dignità, sulla libertà, sulla responsabilità e sul rifiuto dell’odio, questo insieme a tutte le forze culturali e democratiche dell’Occidente.
La netta «virata» verso un partito nazista o comunque apertamente ispirato alla tradizione dell’estrema destra (nazista) tedesca non è un incidente di percorso ma il fallimento politico e culturale che dovrebbe, definitivamente, farci prendere decisioni conseguenti.
Quando milioni di cittadini sono nuovamente disponibili a recepire messaggi di «guerra al nero», guerra al «frocio» etc. etc. (non solo in Germania ma anche da noi…) esprimendo un nazionalismo militarista esasperato e fanatico, significa che abbiamo lasciato un vuoto che qualcuno lo sta riempiendo.
L’indignazione non basta più e, lentamente, è stato anche «normalizzato» il passato più buio della nostra recente storia e le condanne verbali, ormai, non «prendono» più spazio e terreno e pronunciare solenni discorsi sulla democrazia nelle varie ricorrenze non basta più.
La morale senza una cultura viva diventa rituale; la morale senza responsabilità diventa retorica; la politica senza una visione dell’uomo diventa amministrazione del declino.
E mentre discutiamo, forze distruttrici organizzano il malcontento e offrono risposte semplicistiche: vogliamo continuare così e lasciare loro il monopolio della rabbia, dell’identità e del futuro ?
L’Europa e l’Italia soprattutto, ha bisogno di una nuova stagione di responsabilità morale e politica ed ebrei e cristiani possiedono ancora una potenzialità ed è arrivato il momento di esprimerla.
Non per impartire lezioni al mondo, ma per assumersi una responsabilità storica: contribuire a impedire che l’Europa, dopo aver conosciuto gli abissi del totalitarismo, torni a considerarli una risposta possibile.
Ed il pericolo comincia molto prima della conquista del potere, comincia molto prima: quando le persone perbene smettono di credere che valga la pena difendere i principi sui quali è stata costruita la nostra libertà.
Basta chiacchiere, quindi, ma fatti a partire da un appello in tutte le sedi e assemblee pubbliche e trovare la via di una rinascita spirituale cristiana, liberale e democratica.





