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Carceri in preda alla violenza: servono interventi immediati per ripristinare sicurezza e ordine

Carceri in preda alla violenza: servono interventi immediati per ripristinare sicurezza e ordine

lunedì, 24 Agosto 2026
1 minuto di lettura

La situazione degli istituti penitenziari italiani non può più essere affrontata soltanto con dichiarazioni di intenti. È necessario passare dalle parole ai fatti e mettere al centro dell’agenda politica la sicurezza delle carceri e, soprattutto, l’incolumità degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria.

Ogni giorno il personale è chiamato a fronteggiare aggressioni, minacce, disordini ed eventi critici che mettono a rischio la sicurezza degli operatori, degli stessi detenuti e dell’intero sistema penitenziario.

In qualità di Coordinatore Nazionale della FSI-USAE Polizia Penitenziaria, ritengo sia arrivato il momento di avanzare proposte concrete, anche guardando a strumenti che in passato hanno rappresentato una risposta alle situazioni di particolare pericolosità.

Una delle ipotesi che intendiamo sottoporre all’attenzione della classe politica è quella di riattivare, laddove possibile e nel pieno rispetto della normativa vigente, strutture penitenziarie insulari o comunque particolarmente idonee alla custodia di detenuti sottoposti a regimi di particolare sicurezza, destinandole ai soggetti maggiormente pericolosi e responsabili di reiterati episodi di violenza all’interno degli istituti.

L’obiettivo non deve essere quello di creare una semplice forma di isolamento, ma di garantire una gestione penitenziaria più efficace, impedendo che soggetti particolarmente violenti possano continuare a condizionare la vita degli istituti, intimidire altri detenuti o aggredire sistematicamente il personale.

Allontanare, quando previsto dalla legge e disposto dalle competenti autorità, i detenuti più pericolosi dai contesti territoriali nei quali hanno consolidato determinate dinamiche criminali potrebbe rappresentare uno degli strumenti per spezzare meccanismi di pressione e di sopraffazione.

Il carcere deve tornare ad essere un luogo nel quale lo Stato esercita pienamente la propria autorità, garantendo contemporaneamente legalità, sicurezza, dignità della persona e finalità rieducativa della pena.

Non chiediamo vendetta né misure punitive fuori dalla legge. Chiediamo certezza delle regole, certezza dell’autorità dello Stato e certezza della sicurezza per chi lavora quotidianamente negli istituti penitenziari.

La Polizia Penitenziaria non può continuare ad essere lasciata sola davanti a una crescente escalation di violenza.

Alla politica rivolgiamo quindi un appello chiaro: non è più il momento di limitarsi a discutere delle criticità del sistema penitenziario. È il momento di intervenire.

Le idee possono diventare strumenti concreti soltanto quando vengono trasformate in decisioni. E oggi il sistema penitenziario italiano ha bisogno proprio di questo: decisioni, risorse e interventi immediati.

Dott. Salvatore Sardisco
Coordinatore Nazionale FSI-USAE Polizia Penitenziaria

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