L’instabilità creata dalla guerra nello Stretto sta facendo aumentare i costi per famiglie e imprese e le conseguenze si riflettono anche sull’agricoltura. A lanciare l’allarme è il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in una dichiarazione a Italpress al Meeting di Rimini. “Nessuno di noi sa cosa potrà accadere nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”, ha spiegato. Il nodo principale riguarda l’energia. “Noi come agricoltori prendiamo l’energia e la trasformiamo in generi alimentari. L’inflazione alimentare sta aumentando in maniera significativa”, ha sottolineato Giansanti. Il rischio, secondo il presidente di Confagricoltura, è un ulteriore incremento dei costi mentre, sul fronte opposto, diminuisce il reddito degli agricoltori.
Alte temperature
Sul settore pesano anche gli effetti delle alte temperature. “Se guardiamo a quello che sta accadendo a causa delle alte temperature, abbiamo una diminuzione dei ricavi dei nostri prodotti e un innalzamento dei costi legati all’energia e ai fertilizzanti”, ha dichiarato. La combinazione tra minori entrate e spese più elevate mette sotto pressione le aziende. “Molti agricoltori stanno producendo in perdita, tanto che molti si stanno chiedendo se abbia un senso continuare a produrre”, ha aggiunto Giansanti. Uno scenario che, per il presidente di Confagricoltura, non può essere accettato: “Non possiamo fermare la produzione”.
La richiesta di interventi europei
Da qui l’appello alle istituzioni per misure capaci di correggere gli effetti della crisi. “Mi auguro e spero che possano esserci interventi correttivi”, ha affermato Giansanti.La questione, ha precisato, supera i confini nazionali. “Non è un tema esclusivamente italiano, ma una riflessione che va fatta e affrontata innanzitutto a livello europeo per cercare di dare le giuste risposte alle imprese”, ha concluso.





