Davanti a un magazzino avvolto dalle fiamme alla periferia di Mosca, Tatyana Mikhailova ha visto bruciare in pochi minuti l’intero stock di 4.000 pellicce acquistate per la stagione invernale. “Non è solo un magazzino che brucia… è il tuo tempo, il tuo stress, i tuoi soldi”, ha detto in un video diventato virale. Mikhailova è solo una delle centinaia di piccoli imprenditori russi travolti dalla nuova ondata di attacchi con droni ucraini contro i magazzini di Wildberries, il più grande marketplace del Paese. Negli ultimi giorni, almeno nove magazzini sono stati colpiti, dalla Russia meridionale fino a San Pietroburgo, causando incendi devastanti, morti e feriti, e distruggendo merci per miliardi di dollari.
Secondo stime del quotidiano economico Kommersant, gli attacchi hanno danneggiato circa 552.000 metri quadrati di strutture, pari a un decimo della capacità logistica totale di Wildberries. Le perdite per la sola merce distrutta ammontano a 170 miliardi di rubli (circa 2,2 miliardi di dollari). Ma il danno più grande ricade sui venditori indipendenti, che affidano i propri prodotti ai magazzini della piattaforma. Maria, artigiana che produce cartoline fatte a mano, ha perso 8.000 dollari di merce nell’attacco a Elektrostal, e pochi giorni dopo il resto delle sue scorte è andato in fumo a Krasnodar.
“Ieri avevo una vita normale. Oggi non ho più niente”, ha raccontato. Wildberries, fondata dalla miliardaria Tatyana Kim, è un pilastro dell’e‑commerce russo, soprattutto nelle aree rurali e nelle città più piccole, dove i suoi punti di ritiro sono diventati parte della vita quotidiana. Ma la vastità della sua rete — oltre 200 magazzini — rende impossibile proteggere ogni sito dagli sciami di droni a basso costo. La situazione è aggravata dal fatto che, appena undici giorni prima degli attacchi, Wildberries aveva modificato i termini di servizio, escludendo responsabilità per danni causati da “forza maggiore”, inclusi gli attacchi dei droni.





