Volodymyr Zelensky ha sostituito il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi, affidando la guida dell’esercito al generale Mykhailo Drapatyi. Il cambio al vertice, annunciato dopo giorni di indiscrezioni, completa la riorganizzazione avviata con la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, decisione che ha provocato proteste in diverse città ucraine e accentuato le tensioni interne al governo.
“Sono grato a Oleksandr Syrskyi e a tutti i nostri soldati per le solide posizioni in prima linea dell’Ucraina”, ha scritto Zelensky, spiegando di avere discusso con il ministro della Difesa ad interim Yevhen Khmara e con il vicecapo dell’Ufficio presidenziale Pavlo Palisa anche la ristrutturazione dello Stato maggiore. Il presidente aveva offerto a Fedorov un nuovo incarico governativo nel settore tecnologico, ma gli organizzatori delle proteste hanno chiesto il suo reintegro, minacciando da domani una mobilitazione generale a tempo indeterminato.
Drapatyi, il generale dei droni
Drapatyi, già comandante delle Forze congiunte, è considerato vicino all’ex ministro. Dopo la destituzione di Fedorov aveva elogiato il dialogo instaurato tra il ministero e l’esercito e la richiesta di decisioni più rapide. Il generale partecipò alle operazioni per Mariupol nel 2014, guidò nel 2022 la difesa di Kryvyi Rih e comandò il gruppo operativo impegnato nella riconquista della regione di Kherson. Negli ultimi anni ha sostenuto l’integrazione dei droni e delle nuove tecnologie nelle operazioni militari e una riduzione della catena di comando tra ricognizione e artiglieria.
“Servire l’Ucraina è sempre stato un onore”, ha dichiarato Drapatyi, promettendo di lavorare “con responsabilità, concentrazione e rispetto per le persone che difendono il nostro Stato”. Syrskyi ha invece rivendicato di lasciare “un esercito che non sta solo difendendo, ma è anche in fase offensiva”, sostenendo che nell’ultimo anno siano stati liberati 700 chilometri quadrati di territorio. “Le posizioni cambiano, ma il mio lavoro è la guerra. Qualunque sia il mio ruolo, servirò l’Ucraina fino alla vittoria”, ha aggiunto.
Mosca minimizza
Il Cremlino ha minimizzato la portata della sostituzione. Secondo il portavoce Dmitry Peskov, il cambio di comandante non produrrà conseguenze significative sul fronte, dove, ha affermato, le truppe russe continuano ad avanzare “su tutta l’ampiezza”. Peskov ha inoltre sostenuto che il governo di Kiev starebbe “vacillando dall’interno”. Sul terreno sono proseguiti ieri gli attacchi su entrambi i lati. Nella regione di Kharkiv i bombardamenti russi hanno colpito quindici centri abitati, uccidendo tre persone e ferendone undici, tra cui due bambini, secondo l’amministrazione militare locale.
Mosca ha riferito di avere centrato due navi, infrastrutture portuali e un centro logistico a Odessa, oltre a una batteria del sistema missilistico costiero Neptune. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di avere abbattuto nella notte 242 droni ucraini diretti contro diverse regioni, comprese Mosca e Leningrado. Almeno otto persone sono rimaste ferite negli attacchi contro due depositi della società di commercio elettronico Wildberries a Krasnodar e Nevinnomyssk. Kiev ha invece annunciato la distruzione di un caccia russo MiG-29 e di un sistema antiaereo Pantsir-S1 nella regione di Kursk.
Diplomazia e aiuti Ue
Sul fronte diplomatico, Sergei Lavrov ha annunciato che chiederà oggi al segretario di Stato americano Marco Rubio quanto siano realistiche le previsioni di Donald Trump su una possibile soluzione del conflitto. Il ministro russo ha aggiunto che Mosca considera ancora sul tavolo le proposte avanzate in precedenza da Washington. Intanto i Ventisette hanno approvato la partecipazione del Regno Unito al prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina per il 2026 e il 2027. La decisione consentirà a Kiev di utilizzare i fondi anche per acquistare equipaggiamenti prodotti dall’industria britannica. Del totale, 60 miliardi saranno destinati alla difesa e al rafforzamento della capacità industriale militare, mentre 30 miliardi andranno al sostegno economico e di bilancio.





