A Buenos Aires ha suscitato sorpresa, curiosità e non poche polemiche l’iniziativa di padre Guilherme, sacerdote noto per il suo stile pastorale anticonvenzionale, che ha organizzato un rave in onore del defunto Papa Francesco. L’evento, tenutosi nel fine settimana in una grande piazza della capitale argentina, ha attirato centinaia di giovani e adulti, trasformando quello che molti si aspettavano fosse un momento di raccoglimento in una celebrazione dal tono decisamente fuori dagli schemi. Luci stroboscopiche, musica elettronica e performance artistiche si sono alternate a brevi momenti di preghiera e testimonianze sulla figura del pontefice.
Secondo gli organizzatori, l’obiettivo era “celebrare la vita e il messaggio di Francesco con il linguaggio delle nuove generazioni”, un modo per rendere omaggio a un Papa che aveva fatto della vicinanza ai giovani e agli ultimi uno dei cardini del suo pontificato. Padre Guilherme ha difeso la scelta, sostenendo che “la spiritualità può esprimersi anche attraverso la gioia e la creatività”, e che l’evento voleva essere un ponte tra fede e cultura contemporanea.
Molti partecipanti hanno accolto positivamente l’iniziativa, descrivendola come un’esperienza liberatoria e profondamente emotiva. Non sono mancate, tuttavia, le critiche. Alcuni esponenti ecclesiastici hanno definito il rave “irrispettoso” e “incompatibile con il lutto per la scomparsa del Santo Padre”, mentre gruppi conservatori hanno accusato il sacerdote di strumentalizzare la figura di Francesco per promuovere un’immagine troppo secolarizzata della Chiesa. Il dibattito si è rapidamente esteso ai social, dove l’evento è diventato virale, dividendo l’opinione pubblica tra chi lo considera un gesto innovativo e chi lo giudica un eccesso fuori luogo. In attesa di eventuali chiarimenti da parte dell’arcidiocesi, padre Guilherme ha annunciato che continuerà a proporre iniziative “capaci di parlare ai cuori, anche quando rompono gli schemi”.


