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Fiori eduli da mangiare, un italiano su quattro li porta in tavola: settore da 7 milioni e primato europeo

Fiori eduli da mangiare, un italiano su quattro li porta in tavola: settore da 7 milioni e primato europeo

Dai piatti degli chef stellati alla cucina di casa, cresce la domanda di fiori commestibili. L’Italia copre il 20% della produzione europea con 1.600 varietà ricche di proprietà nutrizionali
venerdì, 27 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Un italiano su quattro ha acquistato o assaggiato almeno una volta un fiore edulo. È quanto emerge da un’analisi presentata da Coldiretti nel corso di un focus organizzato a Myplant & Garden, la principale manifestazione del settore in svolgimento alla Fiera Milano Rho.

La ricerca, realizzata da Assofloro insieme alle Università di Napoli Federico II, Milano e Verona, fotografa un comparto in forte espansione che dai ristoranti gourmet si sta progressivamente affermando anche sulle tavole quotidiane, tra prodotti freschi, essiccati e trasformati in cocktail, essenze e preparazioni gastronomiche.

Sette milioni e leadership europea

In Italia la produzione di fiori eduli vale circa 7 milioni di euro e rappresenta il 20% del totale europeo, confermando il ruolo di primo piano del Paese nel segmento.

Le regioni produttrici

Le principali regioni produttrici sono Puglia, Campania, Veneto, Toscana e Liguria, a testimonianza di una filiera diffusa lungo tutta la Penisola e capace di coniugare tradizione agricola e innovazione.

Varietà e benessere

Sono circa 1.600 le tipologie di fiori commestibili coltivate, tutte accomunate da un elevato valore nutrizionale: povere di grassi, ricche di minerali, proteine e vitamine (A, B, C, E), oltre a fibra, flavonoidi e carotenoidi.

Dalle margherite alle petunie, dalle viole alle begonie, dalle calendule alle rose, fino a bocche di leone, gerani, nasturzi e primule, l’offerta unisce estetica, sapore e proprietà salutistiche, intercettando la crescente attenzione dei consumatori verso alimenti naturali e funzionali.

Green e filiera corta

Tra i punti di forza spiccano genuinità e sostenibilità. I fiori eduli sono privi di additivi e coloranti, coltivati in filiera corta e spesso secondo metodo biologico o comunque senza l’impiego di prodotti fitosanitari.

La loro popolarità è stata trainata anche dai programmi televisivi di cucina, dagli influencer del food, dalla ristorazione gourmet e dagli agriturismi, oltre che dalle esperienze turistiche legate alla cucina naturale e agli eventi dedicati al mondo dei fiori.

Cucina domestica e ristoranti

In ambito casalingo i fiori vengono utilizzati soprattutto crudi, in insalate, piatti freddi, formaggi freschi, tartare e carpacci di pesce, mentre in pasticceria trovano spazio come decorazioni.

Nella ristorazione professionale vengono invece impiegati anche semiappassiti per la preparazione di salse, liquori, marmellate, essenze e oli aromatizzati.

In serra e all’aperto

Le coltivazioni avvengono prevalentemente in serra e fuori suolo, con irrigazione a goccia per preservarne l’integrità. La raccolta è manuale, la conservazione richiede ambienti freschi e la distribuzione avviene entro pochi giorni.

Alcune aziende stanno ampliando la commercializzazione anche verso l’estero e nella grande distribuzione, grazie a sistemi di trasformazione da fresco a essiccato che ne prolungano la conservazione e ne ampliano le possibilità di utilizzo, consolidando così un comparto giovane ma sempre più strategico per il florovivaismo italiano.

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