Piazze, parchi, locali della movida, stazioni ferroviarie e persino i social network, dove talvolta le violenze diventano immagini da esibire. È in questi luoghi che si è concentrata una vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile e le baby gang, conclusa con 644 arresti e fermi, 1.695 denunce e oltre 236mila persone identificate in tutta Italia. Un intervento che ha coinvolto migliaia di agenti delle 106 Squadre Mobili, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici, sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Dietro i numeri ci sono anche molti minorenni. Dei 236.138 giovani controllati, 23.060 non avevano ancora compiuto diciotto anni, mentre tra le persone arrestate o sottoposte a fermo figurano 69 minori, accanto a 575 maggiorenni. Altri 373 minorenni compaiono tra i denunciati in stato di libertà, per reati che spaziano dalla ricettazione al possesso di armi, fino alla detenzione di droga destinata allo spaccio.
“Non possiamo rassegnarci alla violenza tra i giovani”
Giorgia Meloni ha affidato a una nota il proprio ringraziamento alla Polizia di Stato, riconoscendo il lavoro svolto dagli agenti nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità: “Desidero esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine alla Polizia di Stato per la vasta operazione condotta su tutto il territorio nazionale contro la criminalità giovanile, che ha portato a centinaia di arresti, migliaia di denunce e al sequestro di ingenti quantitativi di droga e armi”, ha detto il Premier. Il richiamo ha riguardato soprattutto i comportamenti violenti tra i più giovani: “Non possiamo rassegnarci all’idea che violenza, sopraffazione e criminalità diventino comportamenti normali, soprattutto tra i più giovani. Lo Stato c’è e continuerà ad agire con determinazione per contrastare ogni forma di illegalità e assicurare ai cittadini il diritto di vivere in città e quartieri sicuri”, ha aggiunto Meloni, con un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia per la professionalità e la dedizione al servizio della Nazione.
Armi e droga
Il bilancio dell’operazione comprende 69,4 chili di cocaina, 174,8 chili di cannabinoidi e oltre 328 grammi di eroina, oltre a quantitativi minori di ecstasy, ketamina, anfetamine e altre sostanze. Gli agenti hanno sequestrato anche 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e numerosi oggetti atti a offendere, tra cui mazze da baseball, tirapugni, sfollagente telescopici e strumenti da scasso. Durante le perquisizioni sono stati recuperati cellulari, tablet, collane d’oro, abbigliamento e altri oggetti provento di furto, oltre a 269.863 euro in contanti. I controlli hanno raggiunto anche 299 abitazioni, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 177 stazioni e 198 parchi, con 1.394 sanzioni amministrative per violazioni legate soprattutto agli stupefacenti, alla circolazione stradale e ai pubblici esercizi.
A Foggia alcune segnalazioni arrivate attraverso YouPol hanno contribuito a far emergere l’esistenza di strutture utilizzate per trasformare la cocaina in crack, venderla e mettere a disposizione locali e attrezzature per il consumo. Ambienti conosciuti come ‘crack house’, individuati dagli investigatori nel corso delle attività sul territorio. Una parte delle indagini si è spostata sui telefoni e sulle piattaforme digitali, dove gli stessi autori mostravano talvolta episodi riconducibili a reati come risse, rapine, lesioni, estorsioni e detenzione illegale di armi. La Polizia ha monitorato 1.115 profili social e, per tre account individuati nella provincia di Torino, ha già richiesto l’oscuramento a causa di contenuti violenti e dell’ostentazione di armi.
Lombardia, le chat dietro i disordini nelle manifestazioni
Particolare attenzione è stata riservata alla Lombardia, dopo gli episodi avvenuti durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre 2026. Nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza, i controlli hanno interessato gruppi giovanili di strada e persone sospettate di aver preso parte a danneggiamenti, risse e resistenza a pubblico ufficiale. Dall’esame delle conversazioni sui cellulari sono emersi elementi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini, mentre le attività condivise con l’autorità giudiziaria hanno portato a perquisizioni, denunce e provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori.
Anche a Bolzano, tra la zona della stazione ferroviaria, i quartieri Don Bosco e Casanova e i centri commerciali WaltherPark e Twenty, gli agenti hanno effettuato verifiche che hanno portato a tre denunce e all’arresto di un maggiorenne trovato con un chilo e mezzo di marijuana. Circa 250 le persone identificate, tra cui 23 minorenni, e 73 i veicoli controllati.





