La battaglia sull’arco trionfale voluto da Donald Trump arriva davanti ai giudici. Il District of Columbia e la Virginia hanno fatto causa all’amministrazione americana chiedendo di bloccare la costruzione del monumento alto 250 piedi, circa 76 metri, previsto a Memorial Circle, tra Washington e l’Arlington National Cemetery.
Il governo punta a iniziare i lavori già il 5 novembre, subordinatamente alle ultime autorizzazioni. Per le due amministrazioni locali il progetto sarebbe «flagrantemente illegale». I procuratori generali Brian Schwalb e Jay Jones contestano, tra l’altro, l’assenza della necessaria autorizzazione del Congresso e sostengono che l’altezza prevista sia quasi doppia rispetto ai limiti stabiliti per gli edifici della capitale.
Le ripercussioni del cantiere
Al centro del ricorso ci sono anche le conseguenze di un cantiere destinato a durare tre anni. Washington e Virginia prevedono pesanti ripercussioni sulla circolazione tra le due sponde del Potomac, inquinamento, deflusso delle acque nel fiume e possibili interferenze con i servizi di emergenza. Chiedono quindi un’ingiunzione che impedisca qualsiasi preparazione dell’area prima che i tribunali abbiano esaminato la legittimità dell’opera.
Il fronte giudiziario è già affollato. Sono tre le cause che chiedono di fermare il monumento e la giudice federale Tanya Chutkan sta valutando un provvedimento capace di sospendere il progetto mentre procede l’esame dei ricorsi. Una delle contestazioni è stata presentata da tre veterani del Vietnam e da uno storico dell’architettura.
La difesa della Casa Bianca
La Casa Bianca tira però dritto. Il portavoce Davis Ingle sostiene che l’arco diventerà uno dei simboli più riconoscibili non soltanto di Washington, ma del mondo. Trump ha inoltre attribuito alla struttura una funzione di sicurezza nazionale, indicandola come possibile base per droni. La corsa contro il tempo è dunque cominciata: da una parte un’amministrazione intenzionata ad aprire rapidamente il cantiere, dall’altra governi locali e ricorrenti decisi a fermarlo. Prima ancora di essere costruito, l’arco di Trump è già diventato uno dei monumenti più controversi d’America.





