A tre giorni dalle elezioni di metà mandato, gli Stati Uniti entrano nell’ultimo e decisivo fine settimana di campagna elettorale, con la battaglia per il Senato concentrata su pochi Stati e Donald Trump nuovamente mobilitato per sostenere i candidati repubblicani.
Michigan e Texas sono tra i terreni più insidiosi per il Grand Old Party, mentre in Alaska lo scontro politico si è ormai trasferito anche nelle aule giudiziarie.
In Michigan il democratico Abdul El-Sayed prova a lasciarsi alle spalle le divisioni interne con Haley Stevens, sua ex avversaria alle primarie. Lo scontro si è riacceso anche attorno a una controversa pubblicità prodotta da un gruppo esterno alla sua campagna, dalla quale El-Sayed ha preso le distanze. Il candidato progressista affronta il repubblicano Mike Rogers partendo da una posizione favorevole: un sondaggio CNN lo indica al 49%, contro il 42% dell’avversario.
Ancora più sorprendente è il Texas, Stato che i democratici non conquistano in una corsa al Senato da oltre trent’anni. James Talarico ha trasformato la sfida in una vera battaglia nazionale: secondo la stessa rilevazione CNN raccoglie il 49% contro il 43% del repubblicano Ken Paxton, alimentando le speranze democratiche di strappare uno dei simboli del potere conservatore.
In Alaska, invece, pesa la controversia nata dalla presenza sulla scheda elettorale di Daniel J. Sullivan, candidato indipendente con un nome quasi identico a quello del senatore repubblicano uscente Dan Sullivan. Il Dipartimento di Giustizia ha avviato un’azione legale legata alla vicenda, mentre le autorità statali ne hanno chiesto il rigetto. La democratica Mary Peltola ha negato qualsiasi coinvolgimento nella candidatura.
Sul fondo resta Trump. Il presidente sta intervenendo nella volata finale con iniziative a sostegno dei repubblicani e ha ripristinato alcuni appuntamenti elettorali inizialmente messi in dubbio. Con la maggioranza del Senato appesa a una manciata di sfide, ogni voto può diventare decisivo: le Midterm del 2026 si preparano così a chiudersi in un clima di estrema incertezza, tra tensioni interne ai partiti, battaglie legali e Stati un tempo considerati politicamente inattaccabili diventati improvvisamente contendibili.





