La corsa per la guida delle Nazioni Unite entra nella fase decisiva e Rebeca Grynspan consolida il vantaggio sugli altri candidati. L’ex vicepresidente della Costa Rica ha ottenuto 11 voti favorevoli e quattro contrari nell’ultimo scrutinio informale del Consiglio di Sicurezza, il suo miglior risultato nei sette test a porte chiuse svolti negli ultimi mesi per individuare il successore di Antonio Guterres.
Grynspan, 70 anni, economista ed ex vicepresidente costaricana, è risultata in testa in cinque delle ultime sei consultazioni, confermandosi la principale candidata a diventare il decimo segretario generale dell’Onu.
I candidati in lizza
Alle sue spalle si piazza Rafael Grossi, argentino e direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha raccolto nove consensi. Terza, con otto voti, l’ambasciatrice della Guyana alle Nazioni Unite Carolyn Rodrigues-Birkett, mentre la diplomatica degli Emirati Arabi Uniti Lana Nusseibeh, entrata recentemente nella competizione, ha ottenuto sette voti favorevoli, sei contrari e due astensioni.
Il risultato, tuttavia, non garantisce ancora la vittoria di Grynspan. Per ottenere la raccomandazione del Consiglio di Sicurezza serviranno almeno nove voti favorevoli e, soprattutto, nessuna opposizione da parte dei cinque membri permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna. L’ultima consultazione non ha rivelato come abbiano votato queste cinque potenze, lasciando aperta la partita diplomatica.
La scelta arriva inoltre in una delle fasi più difficili per le Nazioni Unite, chiamate ad affrontare diversi conflitti mentre diminuiscono i contributi statunitensi e Washington si ritira da numerose agenzie dell’organizzazione. La stessa Grynspan ha sostenuto che l’Onu sia diventata troppo prudente e che il prossimo segretario generale debba essere disposto anche a rischiare un fallimento diplomatico pur di rilanciare l’iniziativa internazionale.
La sua eventuale elezione avrebbe infine un valore storico. In oltre ottant’anni di vita dell’organizzazione nessuna donna ha mai ricoperto l’incarico di segretario generale. Dopo nove uomini, questa volta il Palazzo di Vetro potrebbe dunque essere vicino a rompere uno dei suoi più longevi tabù.





