A 24 mesi dalla conclusione dei percorsi di istruzione e formazione professionale in modalità duale, il tasso di occupazione di qualificati e diplomati raggiunge il 75,8%, con picchi storici dell’82,2%. È quanto emerge dal report conclusivo sul sistema duale finanziato dal Pnrr, realizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il contributo di Inapp e Sviluppo Lavoro Italia. L’investimento da 600 milioni di euro, destinato a finanziare 90mila percorsi individuali aggiuntivi, ha prodotto 189.375 certificazioni, pari al 210% del target previsto, raggiunto con un anno di anticipo. Il 92% degli iscritti ha conseguito un esito formativo certificato.
«Quando formazione e lavoro camminano insieme, i risultati arrivano», ha dichiarato il Ministro Marina Calderone, sottolineando che l’investimento, sostenuto anche dalle risorse FSE e nazionali e dalla collaborazione con le Regioni, ha consentito a migliaia di giovani di trasformare le competenze acquisite in opportunità occupazionali concrete.
Occupazione e crescita dei percorsi
Il 37,8% dei rapporti di lavoro attivati dopo il conseguimento del titolo supera i dodici mesi di durata, mentre appena l’1% dei giovani risulta inattivo a distanza di alcuni anni dalla conclusione degli studi. Tra il 2020 e il 2025 gli iscritti ai percorsi IeFP in modalità duale sono aumentati del 181% e quelli ai percorsi IFTS del 97%. Si è ampliata anche la diffusione dell’apprendistato di primo livello.
Risultati significativi anche nel Mezzogiorno. La Sicilia ha raggiunto il 188% del target assegnato, collocandosi al terzo posto nazionale per percorsi conclusi positivamente, dopo Lombardia e Veneto. La Puglia ha realizzato il 242% dell’obiettivo, mentre la Campania ha registrato una crescita degli iscritti del 588% rispetto all’anno formativo 2020-2021. Anche Calabria e Molise hanno superato i rispettivi target, con un’offerta formativa duale composta per oltre il 10% da percorsi in apprendistato nel 2024-2025.
Il report evidenzia infine il contributo del sistema duale al contrasto della dispersione scolastica e del fenomeno dei Neet, attraverso una maggiore integrazione tra formazione e lavoro.





