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Imprese straniere, in Italia sono oltre 677mila: 16mila in più in sei mesi. Lombardia prima, Prato guida per incidenza

sabato, 10 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Le imprese guidate da cittadini stranieri in Italia superano quota 677mila e continuano a crescere. Al 30 giugno 2026 se ne contano esattamente 677.188, con un saldo positivo di 16.097 attività nei primi sei mesi dell’anno. Un andamento che conferma il peso dell’imprenditoria di origine straniera nell’economia nazionale, dove rappresenta ormai quasi il 12% delle aziende registrate. È quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese elaborati da InfoCamere nell’ambito di Futurae, il progetto promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Unioncamere. Tra gennaio e giugno nascono 37.140 imprese, a fronte di 21.043 cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Il 79% delle attività fa capo a persone originarie di Paesi extra Ue.

Non si tratta soltanto di nuove aperture. Alla fine del 2025 circa il 35% delle imprese straniere supera i dieci anni di attività, un dato che testimonia la presenza di una componente imprenditoriale ormai consolidata nel tessuto produttivo italiano.

Crescono le società di capitale

A sostenere l’espansione sono soprattutto le società di capitale, che registrano un incremento dell’11% negli ultimi dodici mesi e superano quota 160mila. Le imprese individuali restano comunque la forma giuridica più diffusa, con una quota vicina al 70% del totale, anche se il loro ritmo di crescita rallenta. Le altre forme societarie mostrano invece una diminuzione.

Il dato sulle società di capitale segnala una presenza dell’imprenditoria straniera che non si limita al commercio e alle attività artigiane, ma comprende anche strutture aziendali più articolate.

Marocchini, romeni e cinesi le comunità più numerose

Per conoscere la provenienza degli imprenditori occorre guardare alle imprese individuali, l’unica forma giuridica che permette di associare direttamente l’attività alla nazionalità del titolare. La comunità marocchina occupa il primo posto con 53.364 imprenditori, seguita da quella romena con 52.541 e da quella cinese con 50.166. Insieme rappresentano il 32,4% dei titolari stranieri di imprese individuali.

Seguono Albania, Bangladesh e Pakistan, che raggiungono complessivamente il 20%, mentre Egitto, Nigeria e Senegal rappresentano un ulteriore 10,5%.

Le specializzazioni cambiano a seconda delle comunità. Gli imprenditori marocchini operano soprattutto nel commercio, con concentrazioni elevate nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Messina. I romeni sono maggiormente presenti nelle costruzioni, in particolare nelle aree di Viterbo, Torino e Cremona.

La comunità cinese si distingue nella manifattura e nei servizi ricreativi. A Prato raggiunge il 67,2% dei titolari stranieri di imprese individuali, mentre a Fermo, nelle Marche, la quota arriva al 27,3%.

Lombardia in testa con oltre 136mila attività

La distribuzione territoriale mostra differenze tra le regioni. La Lombardia si conferma al primo posto per numero di imprese straniere, con 136.603 attività, seguita dal Lazio con 77.355 e dalla Toscana con 66.553. L’Emilia-Romagna ne conta 62.341, il Piemonte 56.434 e il Veneto 56.368. In Campania le imprese straniere sono 46.379, mentre in Sicilia raggiungono quota 29.947.

Il Nord Ovest concentra complessivamente il 32,7% delle attività guidate da cittadini stranieri e registra una crescita dell’1,5% su base annua. Nel Mezzogiorno, invece, il numero delle imprese diminuisce del 3,6%, con una flessione particolarmente evidente in Campania e Calabria.

Prato prima in Italia

Se la Lombardia guida la classifica per numero complessivo, è Prato a registrare la maggiore incidenza delle imprese straniere sul totale delle attività economiche. Nella provincia toscana la quota raggiunge il 33,7%, pari a circa un’impresa su tre. Seguono Trieste con il 20,8% e Imperia con il 18,8%, che supera Firenze, ferma al 18,7%.

Tra le altre province con una presenza significativa figurano Genova con il 17,1%, Reggio Emilia con il 16,9%, Milano con il 16,7% e Gorizia con il 16,4%. Completano le prime dieci posizioni Lodi con il 14,9% e Roma con il 14,8%.

A livello regionale, la Liguria presenta un’incidenza del 17,6%, seguita dalla Toscana con il 17,1% e dal Friuli-Venezia Giulia con il 15,2%. Lombardia ed Emilia-Romagna si attestano entrambe al 14,6%.

Nel Mezzogiorno incidenze più basse

La presenza dell’imprenditoria straniera risulta più contenuta in diverse regioni meridionali. In Sicilia le 29.947 imprese rappresentano il 6,4% delle attività registrate, mentre in Calabria le 13.960 aziende incidono per il 7,7%. La Campania conta 46.379 imprese straniere, pari all’8,1% del totale regionale. In Puglia le attività sono 22.515, con un’incidenza del 6%, mentre in Basilicata si fermano a 2.494, pari al 4,4%.

In Sardegna si registrano 10.832 imprese straniere, il 6,5% del totale. In Abruzzo, invece, le attività raggiungono quota 14.946, con un’incidenza del 10,4%.

Nel complesso, su 5.823.863 imprese registrate in Italia al 30 giugno 2026, quelle guidate da cittadini stranieri sono 677.188, pari all’11,6% del totale secondo i dati Unioncamere-InfoCamere.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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