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Acque reflue, Egualia chiede al Governo lo stop al sistema EPR: “A rischio i farmaci più accessibili”

venerdì, 4 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Egualia chiede al Governo di sospendere il percorso per l’attuazione in Italia della direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane, almeno fino alla decisione definitiva della Corte di giustizia dell’Unione europea. L’appello arriva dopo le conclusioni presentate dall’Avvocato generale della Corte, Juliane Kokott, nell’ambito del ricorso promosso dalla Polonia contro il sistema di responsabilità estesa del produttore, l’EPR. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha già avviato il confronto sul recepimento della direttiva, con la condivisione di un primo testo e la convocazione delle parti interessate per la prossima settimana.

La richiesta di fermare il percorso italiano

Secondo Egualia – Industrie Farmaci Accessibili -, il nuovo scenario rende necessario attendere il pronunciamento della Corte sulla legittimità delle disposizioni relative all’EPR prima di procedere con l’attuazione della normativa in Italia. Le conclusioni dell’Avvocato generale rappresentano un passaggio rilevante nel contenzioso avviato dalla Polonia e, per l’associazione, impongono una valutazione delle possibili conseguenze del sistema previsto dalla direttiva. L’Avvocato generale ha proposto alla Corte di accogliere il ricorso e annullare le disposizioni che attribuiscono ai produttori farmaceutici e cosmetici almeno l’80% dei costi del trattamento quaternario delle acque reflue. Le conclusioni non sono vincolanti in vista della sentenza definitiva, ma secondo Egualia rafforzano i dubbi sulla sostenibilità dell’attuale modello e sui suoi possibili effetti sulla disponibilità dei medicinali in Europa.

Il nodo dei farmaci fuori brevetto

L’associazione richiama in particolare l’impatto che gli oneri potrebbero avere sui medicinali fuori brevetto, caratterizzati da grandi volumi, prezzi contenuti e margini ridotti. “Il sistema EPR, così come oggi configurato, rischia infatti di produrre un impatto particolarmente pesante” su questa categoria di prodotti, sostiene Egualia. Per i medicinali a basso prezzo, costi aggiuntivi che le aziende non riescano ad assorbire potrebbero compromettere la sostenibilità economica di singoli prodotti, fino a determinare riduzioni dell’offerta o ritiri dal mercato. Una prospettiva che, secondo l’associazione, rischierebbe di aggravare le carenze di medicinali e indebolire la produzione farmaceutica europea in una fase nella quale l’Unione punta invece a rafforzare l’autonomia strategica e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Le decisioni delle aziende nei prossimi mesi

Egualia sottolinea anche i tempi della programmazione industriale. Le imprese farmaceutiche definiscono con largo anticipo investimenti, capacità produttiva e quantitativi destinati ai diversi mercati. I volumi immessi sul mercato dal 2028 serviranno infatti a determinare i contributi EPR dovuti dal 2029. Le aziende saranno quindi chiamate già nei prossimi mesi a decidere sulla produzione e sulla commercializzazione dei medicinali, nonostante l’impatto dei nuovi costi resti ancora incerto. “Le conclusioni presentate ieri confermano che le preoccupazioni espresse in questi mesi dall’industria dei farmaci equivalenti e biosimilari sono fondate”, afferma Egualia. L’associazione precisa di non mettere in discussione gli obiettivi ambientali della direttiva, ma contesta il sistema scelto per finanziarli, che a suo giudizio potrebbe rendere economicamente insostenibili proprio i medicinali più accessibili e utilizzati dai cittadini europei.

L’appello al MASE

Da qui la richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di attendere la decisione della Corte di giustizia prima di procedere con l’attuazione. Per Egualia, il pronunciamento dell’Avvocato generale offre la possibilità di intervenire prima che le imprese debbano adottare scelte irreversibili sulla produzione e sulla presenza dei medicinali nei diversi mercati. “La tutela dell’ambiente e quella della salute non possono essere messe in contrapposizione. Serve un modello proporzionato, sostenibile e capace di garantire entrambe”, conclude l’associazione.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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