Israele si dice pronto a rispondere “con forza”, a un eventuale attacco iraniano, in particolare in vista delle principali festività ebraiche che inizieranno la prossima settimana, mentre prosegue lo scontro militare tra Teheran e Washington in Medio Oriente. L’Iran ha annunciato di aver lanciato attacchi contro diversi Paesi della regione in risposta ai bombardamenti statunitensi. Israele, già preso di mira da Teheran in una precedente fase di scontri all’inizio dell’anno, finora non è stato colpito.
“Per il momento, gli iraniani stanno sferrando attacchi in tutta la regione, tranne che contro di noi. Ma è possibile che ci attacchino e noi siamo pronti”, ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una conferenza organizzata dal media israeliano Ynet. “A loro piace attaccare durante le festività ebraiche, perché odiano gli ebrei”, ha aggiunto Katz. “Se ci attaccheranno, risponderemo con forza. I nostri aerei da combattimento sono pronti a decollare”.
Nave saudita colpita a Hormuz
La tensione si riflette anche sulla navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. La compagnia nazionale saudita di trasporto marittimo Bahri ha riferito che la petroliera Sadr è stata coinvolta in un «incidente di natura securitaria» mentre attraversava lo Stretto intorno alle 23.40, ora locale, del 31 agosto. Lo riferisce l’agenzia di stampa saudita SPA. Secondo la società, l’attacco ha provocato la morte di due membri dell’equipaggio, entrambi di nazionalità filippina. Bahri ha fatto sapere di mantenere un contatto costante con la nave e di coordinarsi con le autorità competenti e con le parti coinvolte nel settore marittimo, monitorando l’evolversi della situazione. “La sicurezza e il benessere dei dipendenti di Bahri restano la priorità assoluta”, ha dichiarato la compagnia.
Da Teheran attacchi a obiettivi Usa
Le forze iraniane hanno rivendicato una serie di attacchi contro obiettivi militari statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein, dopo aver già rivendicato operazioni in Giordania e nel Kurdistan iracheno. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver colpito, in Kuwait, la residenza del comandante americano presso la base aerea di Ali Al Salem, oltre a un hangar per droni e a una rampa di lancio. Secondo la loro versione, nell’attacco sarebbero stati uccisi diversi membri del personale militare nemico e distrutti alcuni droni.
USA: raid contro obiettivi militari iraniani
Da parte sua, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto «con successo» una serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Secondo il Centcom, i raid hanno interessato strutture e sistemi appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), compresi siti di difesa aerea, sistemi radar, mezzi e infrastrutture marittime, capacità di posa di mine e strutture di comunicazione. Washington sostiene che gli attacchi siano una risposta ai recenti tentativi attribuiti all’IRGC contro la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz e contro militari statunitensi.
Ft: Mosca aiuta Teheran sui missili supersonici
Sul fronte militare, la Russia avrebbe fornito segretamente all’Iran assistenza tecnologica per lo sviluppo di missili da crociera supersonici. È quanto sostiene il Financial Times in un’inchiesta, secondo cui il programma sarebbe iniziato nel 2023 e potrebbe consentire a Teheran di sviluppare capacità in grado di minacciare portaerei e altre navi statunitensi presenti in Medio Oriente. Al centro del progetto ci sarebbe lo sviluppo di un sistema di propulsione a statoreattore, tecnologia che permetterebbe a un missile da crociera di raggiungere velocità molte volte superiori a quella del suono.
L’inchiesta del quotidiano britannico
L’inchiesta del quotidiano britannico, basata su corrispondenza russa, registri di viaggio e brevetti militari, definisce il programma uno dei più significativi trasferimenti di tecnologia militare strategica da Mosca a Teheran. Secondo il Financial Times, al progetto avrebbero partecipato alcuni dei principali esperti russi del settore. L’Iran avrebbe costruito e testato il sistema, ma non ci sarebbero prove che missili da crociera supersonici basati su questa tecnologia siano stati effettivamente dispiegati.
Francia: una missione Ue per le elezioni palestinesi
Sul piano diplomatico, la Francia propone ai partner europei l’invio, già nel mese di settembre, di una missione in Palestina per sostenere l’organizzazione delle elezioni legislative e presidenziali palestinesi. L’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, che ha auspicato una rapida attuazione dell’iniziativa insieme all’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, coinvolgendo anche Paesi al di fuori dell’Ue.
Secondo Barrot, non esistono “ostacoli tecnici o materiali insormontabili”, allo svolgimento delle elezioni. Il voto, ha sostenuto il ministro, rappresenta lo strumento più efficace per consentire a un popolo che aspira all’autodeterminazione di scegliere democraticamente i propri leader e conferire loro piena legittimità sul piano internazionale.
Parigi chiede sanzioni contro i coloni israeliani
Parallelamente, il ministro francese ha rilanciato la richiesta di nuove sanzioni contro i responsabili della colonizzazione e delle violenze commesse dai coloni israeliani in Cisgiordania. Barrot ha giudicato positive le condanne espresse dalle autorità israeliane, osservando però che avrebbero potuto essere più nette e, soprattutto, accompagnate da azioni concrete per fermare l’espansione degli insediamenti e l’aumento delle violenze. Secondo il ministro, le attività di colonizzazione compromettono la prospettiva della soluzione dei due Stati, ledono la dignità del popolo palestinese e rappresentano al tempo stesso una minaccia per la sicurezza di Israele e dell’intera regione.





