Devastanti inondazioni hanno colpito diverse comunità in NEPAL e in Cina, lasciando dietro di sé morte e distruzione. La polizia ha confermato almeno 95 vittime. Secondo l’ente del turismo nepalese, oltre 400 viaggiatori, tra cui numerosi stranieri, risultano dispersi nelle zone montane più colpite. La tragedia non si ferma ai confini: anche il Tibet è stato investito dalla furia delle acque, con i media statali cinesi che parlano di “gravi perdite umane”.
Una frana di fango ha colpito il porto di Gyirong, snodo cruciale tra Cina e Nepal, dove il presidente Xi Jinping ha ordinato “sforzi totali” per le operazioni di soccorso. Secondo il ministro degli Esteri nepalese, la catastrofe sarebbe stata innescata da un terremoto che ha provocato una frana gigantesca. Le squadre di soccorso, supportate da elicotteri militari, cercano di raggiungere le aree isolate, ma in molte zone le acque sono ancora troppo alte per consentire l’atterraggio. Le comunicazioni sono interrotte e le autorità temono che intere comunità siano rimaste intrappolate.
Il governo di Kathmandu ha dichiarato lo stato d’emergenza e chiesto aiuto internazionale. “Il mio pensiero va a tutte le persone colpite, in particolare alle famiglie che hanno perso i propri cari o che sono ancora in attesa di notizie. Un pensiero va anche ai coraggiosi soccorritori”. Così la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un post su X. “Copernic”us è stato attivato per contribuire alla mappatura delle aree colpite in NEPAL e per supportare gli interventi sul campo.
Siamo pronti a mobilitare ulteriore assistenza europea”, conclude. Gli italiani coinvolti nella frana in NEPAL sono due e stanno bene. Lo ha confermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Rimini. “Non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti”, ha precisato.





