Una nuova indagine nutrizionale condotta nelle aree accessibili della Striscia di Gaza fotografa una situazione ancora complessa per bambini e madri. Secondo i dati diffusi dall’Unicef il 25 agosto 2026, la malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni risulta relativamente bassa nella popolazione raggiunta dall’indagine, mentre restano preoccupanti i livelli di malnutrizione cronica, la qualità dell’alimentazione, la malnutrizione materna e l’incidenza delle malattie infantili.
Malnutrizione cronica al 12,2%
La malnutrizione cronica, o ritardo della crescita, interessa il 12,2% dei bambini sotto i cinque anni, mentre il sovrappeso riguarda il 4%. La compresenza di ritardo della crescita, deperimento e sovrappeso viene collegata nell’indagine alla scarsa qualità della dieta. Tra i bambini di età compresa fra 6 e 23 mesi, il 73% aveva consumato cibi non salutari il giorno precedente alla rilevazione e soltanto il 22,4% aveva una dieta minima accettabile. Inoltre, il 37,1% dei bambini sotto i cinque anni aveva sofferto di diarrea nelle due settimane precedenti l’indagine. È stata documentata anche la presenza di malnutrizione materna tra ragazze e donne di età compresa fra 15 e 49 anni.
Il ruolo degli aiuti dopo il cessate il fuoco
L’indagine è stata realizzata tra il 31 maggio e il 15 giugno 2026, dopo un sostanziale aumento degli aiuti umanitari seguito al cessate il fuoco dell’ottobre 2025.
Nei mesi precedenti, compreso agosto 2025, quando la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare aveva confermato lo stato di carestia a Gaza, le limitazioni all’accesso e le interruzioni delle forniture avevano portato alla sospensione, in larga parte della Striscia, dell’alimentazione supplementare generale destinata a prevenire la malnutrizione acuta.
Dopo il cessate il fuoco, la ripresa degli aiuti e del traffico commerciale ha coinciso con un calo dei ricoveri per il trattamento della malnutrizione acuta: dal picco di quasi 17 mila bambini registrato nell’agosto 2025 si è passati a meno di 3 mila nel marzo 2026.
Unicef: miglioramenti ancora fragili
Per Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, il miglioramento della situazione nutrizionale dipende dalla possibilità che aiuti e forniture commerciali raggiungano la popolazione. L’Unicef avverte che i progressi restano fragili e sono legati alla continuità dell’accesso umanitario, alla disponibilità di finanziamenti adeguati e al funzionamento dei mercati commerciali.
L’organizzazione sottolinea inoltre che i diversi indicatori nutrizionali descrivono aspetti differenti: la malnutrizione acuta riflette maggiormente la situazione recente, mentre il ritardo della crescita è legato a condizioni nutrizionali e sanitarie accumulate su un periodo più lungo. Per questo, i risultati devono essere considerati nel loro insieme.
Il 17% della popolazione escluso dal campione
L’indagine è rappresentativa delle aree accessibili della Striscia. Circa il 17% della popolazione di Gaza, pari a circa 358 mila persone, è rimasto escluso dal campione a causa delle limitazioni legate all’accessibilità e alla sicurezza. Lo studio Smart, condotto dal Cluster per la nutrizione dello Stato di Palestina guidato dall’Unicef, ha esaminato 1.335 bambini di età compresa fra 0 e 59 mesi distribuiti in 147 cluster. Si tratta di un’indagine trasversale, che misura una popolazione definita in un determinato momento e non è concepita per descrivere le condizioni precedenti o successive al periodo di rilevazione.
L’Unicef chiede infine un accesso umanitario costante e senza ostacoli, compreso quello al carburante, finanziamenti continuativi per nutrizione, sanità, acqua e servizi igienico-sanitari e mercati commerciali aperti, con l’obiettivo di evitare un nuovo peggioramento delle condizioni dei bambini.






L’Unicef ha ragione sulla malnutrizione ma non si dovrebbe soffermare solo su parte del problema dovrebbe affrontare, insieme ad altri, chi ha portato il popolo in quelle condizioni, ogni tanto servirebbe il coraggio della verità. Da quelle parti Hamas non ha ancora deposto le armi ed è proprio la loro attività terroristica in atto da numerosi decenni che ha ridotti il popolo in quelle condizioni.