Martedì sera, a sorpresa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una sospensione di tre giorni delle nuove tariffe del 50% sui prodotti canadesi, che sarebbero dovute entrare in vigore a mezzanotte. “Canada e Stati Uniti hanno raggiunto un ACCORDO”, ha scritto su Truth Social, precisando che la misura è temporanea in attesa della firma dei documenti. Un’ora dopo, il primo ministro canadese Mark Carney ha confermato “progressi sostanziali”, pur ammettendo che “resta ancora del lavoro importante da fare”.
I due leader si erano sentiti nel pomeriggio, nel secondo colloquio della settimana, dopo settimane di trattative serrate e poco trasparenti. Secondo l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, l’intesa includerebbe “accesso completo al mercato per i prodotti americani, impegni sulla sicurezza economica e allineamento del commercio digitale”. Trump ha aggiunto che Ottawa si è impegnata ad affrontare le preoccupazioni di Washington sui dazi su latticini, bevande alcoliche e automobili. Il governo canadese non ha confermato i dettagli, ma fonti del settore parlano di un possibile alleggerimento dei dazi previsti dalla Sezione 232 sui veicoli, con riduzioni legate alla quantità di componenti statunitensi.
Resta aperta la disputa sul calcolo del contenuto nordamericano, con Washington che vuole conteggiare solo le parti prodotte negli Stati Uniti. Trump ha anche accennato alla possibilità di “riportare in vita” l’oleodotto Keystone XL, cancellato da Joe Biden nel 2021, senza fornire dettagli. Il Distilled Spirits Council ha accolto con favore la sospensione, auspicando “una soluzione negoziata che riporti i liquori americani sugli scaffali canadesi”. L’accordo, se confermato, segnerebbe una tregua in una delle più dure controversie commerciali tra i due Paesi nordamericani, mentre Washington e Ottawa cercano di evitare una nuova escalation che potrebbe colpire settori chiave come legname, vino e prodotti lattiero‑caseari.





