Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affidato al capo dei negoziatori di pace, Rustem Umerov, la guida dell’intelligence estera, in un nuovo capitolo del rimpasto di governo che sta ridisegnando gli equilibri di potere a Kiev.
La decisione, annunciata lunedì, arriva dopo la sostituzione del ministro della Difesa a luglio e ha già suscitato malumori nell’opinione pubblica, che accusa il presidente di concentrare il potere nelle mani di una cerchia ristretta di fedelissimi.
Umerov, 42 anni, ex ministro della Difesa dal 2023 al 2025 e attuale presidente del Consiglio di Sicurezza, manterrà anche il ruolo di capo dei colloqui di pace con la Russia. Al suo posto al Consiglio di Sicurezza subentra Ihor Klymenko, ex ministro degli Interni.
Il rimpasto, iniziato con la rimozione di Mykhailo Fedorov, 35 anni, sostenitore della guerra tecnologica e dei droni, ha scatenato proteste di piazza e accuse di opacità. Fedorov, considerato uno dei volti più innovativi del governo, è stato sostituito senza spiegazioni convincenti, e la sua uscita ha alimentato il malcontento tra i militari e i giovani tecnocrati che ne apprezzavano la visione modernizzatrice.
Secondo analisti politici di Kiev, la nomina di Umerov all’intelligence estera potrebbe rafforzare la linea diplomatica di Zelensky, ma rischia di indebolire la percezione di indipendenza dei servizi.
Umerov, di origini crimeane, è noto per la sua capacità di mediazione e per aver guidato la delegazione ucraina nei colloqui di pace finora inconcludenti.
Ha anche supervisionato i negoziati sugli accordi per la produzione di droni, promuovendo la tecnologia militare ucraina presso gli alleati occidentali. La sua doppia funzione — intelligence e diplomazia — lo pone ora al centro della strategia di Kiev per bilanciare la guerra sul campo con la ricerca di una via politica.





