Un nuovo rapporto della J7 Large Communities’ Task Force Against Antisemitism rivela che il Regno Unito ha registrato nel 2025 il maggiore aumento di episodi di antisemitismo tra tutti i Paesi con una significativa popolazione ebraica al di fuori di Israele.
Il documento, che analizza la situazione in Argentina, Australia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, conferma che l’antisemitismo globale nella diaspora è rimasto a livelli record, con un incremento del 136% degli episodi segnalati rispetto al 2022 e un aumento del 97% degli episodi violenti. Il 2025 è stato anche l’anno più letale per gli ebrei della diaspora in tre decenni, con 20 vittime in attacchi antisemiti.
Il caso più grave si è verificato in Australia, dove due uomini armati hanno aperto il fuoco durante una celebrazione di Hanukkah a Bondi Beach, uccidendo 15 persone, tra cui una bambina di 10 anni. Nel Regno Unito, due fedeli — Melvin Cravitz e Adrian Daulby — sono stati uccisi durante un attacco alla sinagoga di Heaton Park, a Manchester, nel giorno di Yom Kippur.
Negli Stati Uniti, due membri dello staff dell’ambasciata israeliana sono stati assassinati fuori da un evento a Washington DC, mentre una donna di Boulder è stata uccisa da una molotov durante un raduno pro‑ostaggi. Il rapporto evidenzia anche un elemento comune: la crescente preoccupazione per il ruolo dei social media e dell’intelligenza artificiale nella radicalizzazione.
Marina Rosenberg, dell’Anti‑Defamation League, ha dichiarato alla BBC che “gli attacchi violenti non iniziano con la violenza, ma con le parole online”, definendo le piattaforme digitali una “fogna a cielo aperto” di odio. Nel Regno Unito, il governo ha annunciato 251 milioni di sterline per rafforzare la sicurezza delle comunità ebraiche.





