Il premier britannico Andy Burnham ha promesso di affrontare una delle questioni più spinose della politica nazionale, quella dell’assistenza sociale, ma ha anche chiarito che il suo piano definitivo verrà presentato agli elettori soltanto in occasione delle prossime elezioni generali, previste entro il 2029.
Intervistato dalla BBC all’apertura della sua prima conferenza annuale da primo ministro, Burnham ha ribadito la volontà di costruire un sistema di assistenza gratuito al momento dell’utilizzo, finanziato attraverso una condivisione dei costi sull’intera collettività. Il tema ha assunto per il leader laburista anche una dimensione personale.
Burnham ha infatti raccontato come la recente scomparsa del padre, avvenuta in una struttura assistenziale all’inizio del mese, abbia rafforzato la sua convinzione sulla necessità di una riforma profonda del settore. Nonostante abbia indicato l’assistenza sociale come una priorità del suo governo, il premier ha scelto di non accelerare i tempi.
La decisione di sottoporre il progetto direttamente al giudizio degli elettori, anziché procedere subito con una riforma, concede infatti al governo un margine di manovra maggiore nel breve termine ed evita il rischio immediato di dover introdurre consistenti aumenti fiscali. Burnham ha dichiarato di essere pronto ad affrontare apertamente una questione che diversi suoi predecessori hanno tentato di risolvere senza successo. Negli anni, infatti, vari governi britannici si sono scontrati con le difficoltà economiche e politiche legate alla riforma dell’assistenza sociale, un sistema spesso criticato perché costringe molte persone a consumare i propri risparmi, contrarre debiti o addirittura vendere la casa per pagare le cure necessarie.
Il dibattito riguarda anche il delicato equilibrio dei conti pubblici. Alcune figure vicine all’area laburista hanno suggerito che per finanziare una riforma strutturale potrebbe essere necessario rivedere alcuni meccanismi di spesa consolidati, compresa la cosiddetta “triple lock”, il sistema che garantisce l’aumento annuale delle pensioni di Stato in base al parametro più favorevole tra inflazione, crescita salariale e una soglia minima prestabilita.





