La lunga saga dei Golden Globe entra in una nuova fase giudiziaria. I membri della Hollywood Foreign Press Association (HFPA), storica fondatrice e proprietaria dei premi per oltre 80 anni, hanno intentato una causa federale contro la Penske Media Corporation, accusandola di aver orchestrato una strategia fraudolenta per acquisire il controllo dei Globe e creare un monopolio nell’industria dell’intrattenimento. La causa, depositata martedì in California, sostiene che Jay Penske, proprietario di Penske Media, avrebbe cospirato con Todd Boehly e la holding Eldridge Industries per fomentare una reazione negativa contro i Golden Globe, alimentando il boicottaggio del 2021 e 2022 per svalutare il marchio e costringere la HFPA ad accettare una vendita svantaggiosa.
Secondo la denuncia, Boehly ed Eldridge avrebbero nascosto al consiglio HFPA il coinvolgimento di Penske nell’accordo del 2023. Se la HFPA avesse saputo che l’acquirente era il proprietario di testate come Variety, Deadline, The Hollywood Reporter, Rolling Stone e Billboard, oltre alla società Dick Clark Productions — già produttrice di numerose cerimonie di premiazione — l’accordo non sarebbe mai stato approvato. La HFPA sostiene inoltre che ai membri erano stati promessi biglietti a vita, diritto di voto e altri benefici, poi revocati da Penske imponendo condizioni “inaccettabili”.
La causa accusa gli acquirenti di essersi infiltrati nella dirigenza HFPA per far approvare la vendita. Gli attuali proprietari dei Golden Globe hanno risposto con durezza, definendo la causa “assurda e irrazionale” e accusando la HFPA di voler sfruttare la Golden Globe Foundation, l’organizzazione non profit creata dopo lo scioglimento dell’associazione, “solo per assicurarsi biglietti per la cerimonia”.





