Le forze statunitensi hanno aperto il fuoco contro una petroliera che, secondo il Comando centrale americano, stava tentando di violare il blocco imposto da Washington ai porti iraniani. La nave è stata colpita nella sala macchine e resa inservibile nel Golfo dell’Oman, vicino allo Stretto di Hormuz. L’episodio segna una nuova escalation nel confronto militare con Teheran, mentre Donald Trump conferma l’esistenza di contatti diplomatici ma si dice sempre più scettico sulla possibilità di un accordo.
“Abbiamo reso inservibile la petroliera dopo che l’equipaggio aveva tentato di forzare il blocco almeno quattro volte”, ha dichiarato all’Afp Tim Hawkins, portavoce del Centcom. “L’equipaggio è stato ripetutamente avvertito ma non ha obbedito. Le forze statunitensi hanno quindi sparato contro la sala macchine”. La nave, ha aggiunto, “non è più diretta verso l’Iran”.
L’agenzia britannica Ukmto ha confermato un “incidente” tra una petroliera e unità militari, senza precisare la nazionalità delle forze coinvolte, e ha invitato le imbarcazioni in transito a seguire gli aggiornamenti sulla sicurezza marittima.
Trump: “Poche alternative ai raid”
Il presidente americano ha affermato che Washington sta ancora parlando con Teheran, ma che “le cose diventano sempre più serie”. Trump ha spiegato di non ritenere che sia “ancora il momento” per un’intesa e di essere sempre più scettico sui negoziati: “Non vi sono molte opzioni se non continuare i raid”.
Durante il gala dei corrispondenti della Casa Bianca, il presidente ha inoltre ribadito che l’Iran “non avrà mai il nucleare”, sostenendo che la marina e l’aviazione iraniane sarebbero state sostanzialmente neutralizzate.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece accusato gli Stati Uniti di “promesse violate e crimini”, ribadendo la disponibilità di Teheran alla diplomazia ma anche la determinazione a difendere la sicurezza nazionale e a impedire che Washington utilizzi Hormuz come strumento di pressione. L’Iran ha inoltre presentato una denuncia alle Nazioni Unite per il presunto attacco americano contro due navi di ricerca e soccorso, definendolo un “crimine di guerra”.
Tensione nel Mar Rosso
Il confronto si estende intanto al Mar Rosso. Una nave saudita, la Ncc Masa, è stata colpita riportando lievi danni allo scafo, pochi giorni dopo l’annuncio degli Houthi di un blocco marittimo contro Riad. Le difese yemenite hanno successivamente rivendicato di avere respinto un’incursione dell’aviazione saudita, costringendo alcuni caccia a ritirarsi.
Araghchi ha escluso una soluzione militare per lo Yemen e per lo Stretto di Bab el-Mandeb. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha però confermato che le navi italiane resteranno nel Mar Rosso nell’ambito della missione Aspides. “Non possono andarsene”, ha spiegato, sostenendo che l’obiettivo iraniano sarebbe aggiungere il blocco di Bab el-Mandeb a quello di Hormuz, con gravi conseguenze per i traffici marittimi internazionali.





