Le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi aderiscono all’intesa ma chiedono regole più rigorose sulla misurazione della rappresentatività e un contrasto più deciso al dumping contrattuale. Un nuovo passo verso un sistema condiviso di regole sulla rappresentanza delle imprese e sulla contrattazione collettiva. Quattordici tra le principali organizzazioni datoriali italiane – AGCI, ANIA, Casartigiani, CLAAI, CNA, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop – hanno sottoscritto un accordo che introduce criteri comuni per la misurazione della rappresentanza datoriale, rafforza la trasparenza della contrattazione collettiva e individua il contratto di riferimento per la determinazione del cosiddetto “salario giusto”.
Contratto collettivo il riferimento
L’intesa disciplina la misurazione della rappresentanza sia ai fini istituzionali sia nell’ambito della contrattazione collettiva, definendo i criteri per individuare il contratto collettivo da assumere come riferimento in base alla tipologia di impresa e al settore di attività. Il documento resta aperto all’adesione di ulteriori organizzazioni datoriali che ne condividano i principi.
Contrastare il dumbing contrattuale
Tra i firmatari figurano anche le Confederazioni dell’artigianato e delle piccole e medie imprese – Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI – che hanno deciso di aderire all’accordo pur evidenziando alcuni aspetti ritenuti fondamentali per garantire un sistema realmente efficace di rappresentanza e per contrastare il dumping contrattuale.
Obiettivi condivisi
Le quattro Confederazioni condividono l’obiettivo dell’intesa, orientato a valorizzare una contrattazione collettiva di qualità, sostenuta anche dai sistemi di bilateralità e di welfare contrattuale, e a costruire un equilibrio tra le diverse componenti del sistema produttivo italiano, nel rispetto delle specificità dei modelli d’impresa, dei diversi assetti contrattuali e del ruolo dei territori.
Servono dati certi e omogenei
Particolare attenzione viene riservata al tema della rappresentatività delle organizzazioni datoriali. Secondo Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI, i criteri previsti dall’accordo dovranno essere ulteriormente rafforzati attraverso una misurazione chiara ed esplicita basata su dati certi e omogenei relativi alla consistenza associativa e alla presenza capillare di sedi operative e articolazioni territoriali sull’intero territorio nazionale. Elementi ritenuti indispensabili per certificare l’effettiva rappresentanza delle associazioni imprenditoriali.
Apprezzamento per l’impegno
Le Confederazioni esprimono inoltre apprezzamento per l’impegno a rendere più ordinato il sistema contrattuale, favorendo un progressivo allineamento delle tutele economiche e normative tra le organizzazioni firmatarie per le imprese appartenenti alla stessa tipologia produttiva.
Azione determina
Sul fronte del dumping contrattuale, tuttavia, le organizzazioni dell’artigianato e delle Pmi ritengono necessario un intervento ancora più incisivo. In particolare, chiedono un’azione più determinata contro la diffusione dei contratti collettivi nazionali multisettoriali che, estendendosi a comparti produttivi molto diversi tra loro, compreso spesso l’artigianato, rischiano di comprimere i livelli salariali dei singoli settori, indebolire la qualità della contrattazione collettiva e favorire fenomeni di concorrenza sleale.
Coesione e profonde trasformazioni
La scelta di sottoscrivere comunque l’accordo, spiegano le Confederazioni, nasce da un senso di responsabilità e dalla volontà di preservare la coesione del sistema imprenditoriale italiano in una fase economica caratterizzata da profonde trasformazioni.
Sistema condiviso di regole
Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI ribadiscono quindi l’impegno a contribuire alla costruzione di un sistema condiviso di regole, continuando al tempo stesso a sostenere la necessità di criteri più efficaci per la misurazione della rappresentatività e di un contrasto più deciso ai contratti multisettoriali.
Confronto da proseguire
Infine, le quattro Confederazioni confermano la disponibilità a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali sul documento unitario trasmesso lo scorso 17 giugno, con l’obiettivo di definire modelli di rappresentanza e relazioni industriali sempre più adeguati alle sfide del mercato del lavoro, valorizzando una contrattazione collettiva di qualità capace di rafforzare la competitività delle imprese e garantire tutele efficaci ai lavoratori.





