30 giugno, aeroporto di Roma Fiumicino. La nostra meta? Il concerto dei BTS, la band k-pop più famosa al mondo, in programma l’1 e il 2 luglio a Bruxelles. Già all’imbarco si nota che la maggior parte dei passeggeri è fan del gruppo e sono tutti diretti al “centro dell’Europa” per assistere all’evento.
È la prima volta che il gruppo sudcoreano si esibisce a Bruxelles e la tensione e l’energia si percepiscono come uniche. I negozi, i ristoranti e i bar accolgono gli appassionati con grande entusiasmo, anche con bevande brandizzate dedicate al gruppo. Si cammina per la città e si avverte a pelle la portata della manifestazione. La capitale belga è letteralmente invasa da persone venute da ogni dove per vedere sette ragazzi capaci di creare brani universali, che fanno sentire le persone comprese e unite nonostante le differenze di età, genere e provenienza.
Il perché di un tale successo
La profondità e l’universalità dei testi non sono le sole ragioni che spiegano il successo dei BTS. Infatti, oltre al talento nella scrittura e nelle performance canore e di ballo, il gruppo, che ha debuttato nel 2013, incarna una prova di resilienza e volontà. Nonostante le critiche ricevute dall’industria musicale quando erano ancora giovanissimi, non hanno mai rinunciato alla loro identità, non si sono mai piegati agli standard prefissati e così, nel tempo, sono diventati celebrità globali. Ma, come ogni fenomeno capace di creare un fandom, il successo dei BTS è da ricercare anche nella sua stessa fanbase, costituita da persone che si sono sentite parte di qualcosa di più grande e accettate nelle loro passioni, tanto che grazie a loro sono nate profonde amicizie con cui condividere la vita e interessi comuni.
Il concerto
Intanto a Bruxelles, già nella mattina del primo giorno, lo stadio si riempie di migliaia di individui in fila per provare a conquistare la barricata. Per ingannare il tempo si chiacchiera, ci si scambia freebies, piccoli regalini, come braccialetti, portachiavi e caramelle. Così le ore passano veloci, mentre il venticello fresco permette di sopportare più facilmente il sole cocente. Nonostante ciò, non si è esenti dallo scottarsi le spalle per un eccesso di esposizione ai raggi UV.
Arrivano le 20:00, il sole ancora non è tramontato, ma i sette ragazzi sudcoreani salgono sul palco tra l’euforia della folla, che non manca di far sentire loro tutta la gioia nel rivederli finalmente cantare, dopo un periodo di pausa dovuto al servizio militare obbligatorio. In Corea del Sud gli uomini, dai 18 ai 28 anni, sono tenuti a svolgere la leva militare, che dura generalmente dai 18 ai 24 mesi.
Lo spettacolo inizia e già dal primo secondo si percepisce l’intensità della serata. Così tra coriandoli colorati, fuochi d’artificio, fumo artificiale, danze e coreografie che richiamano la cultura sudcoreana, i BTS conquistano Bruxelles. In due ore e mezza circa danno tutto se stessi, mostrando forza, allegria, resistenza e quel talento che da sempre li contraddistingue.
Quando alle 22:30 il concerto si conclude con una canzone che racchiude il percorso e l’affetto che unisce il gruppo e i fan, i coriandoli atterrano dolcemente sulle persone, quasi a ricordare che, anche se per quella giornata lo spettacolo si è concluso, la loro musica rimarrà per sempre. La folla si riversa fuori dallo stadio e piano piano si dirige verso i mezzi di trasporto, potenziati grazie all’efficienza dell’organizzazione cittadina. Si torna a casa dopo una giornata che rimarrà a lungo impressa nella memoria di tutti i partecipanti, nonostante la profondità diversità delle lingue parlate.
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