Nuova escalation in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato nuovi raid contro depositi di missili, droni e siti radar iraniani, accusando Teheran di aver violato ancora una volta il cessate il fuoco. “Aerei statunitensi hanno appena colpito depositi di missili e droni iraniani, nonché siti radar costieri. È molto probabile che non impareranno mai”, ha scritto Trump su Truth Social. Il presidente americano ha poi avvertito che, se necessario, Washington potrebbe “portare a termine militarmente il lavoro iniziato”, aggiungendo che in quel caso “la Repubblica Islamica dell’Iran cesserebbe di esistere”.
I raid iraniani
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Dopo i raid statunitensi nello Stretto di Hormuz, i Pasdaran hanno minacciato che le basi americane nel Golfo “vivranno un inferno” nei prossimi giorni, annunciando una “risposta implacabile” a qualsiasi nuova aggressione. Nella notte l’Iran ha lanciato missili e droni verso Bahrein e Kuwait. Le Guardie Rivoluzionarie sostengono di aver colpito otto installazioni militari statunitensi, tra cui la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta in Bahrein.
Paesi del golfo attivano le difese aeree
L’esercito del Kuwait ha confermato l’attivazione dei sistemi di difesa aerea contro missili e droni, mentre in Bahrein sono risuonate le sirene d’allarme e le autorità hanno invitato la popolazione a raggiungere i rifugi. Secondo un funzionario statunitense citato da Reuters, al momento non risultano vittime tra il personale americano né danni significativi alle basi Usa nella regione.
La diplomazia non si ferma
Sul fronte diplomatico resta aperto uno spiraglio. A luglio sono previsti colloqui tra Stati Uniti e Iran a Doha sul dossier dei beni iraniani congelati, mentre una successiva fase negoziale potrebbe svolgersi in Pakistan e riguardare il programma nucleare di Teheran.
Israele, raid su Gaza
Intanto proseguono le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’uccisione del comandante della polizia navale di Hamas nei campi centrali della Striscia, Mansour Sami Mahmoud Shahatut, insieme ad altri due militanti. Secondo l’esercito israeliano, il gruppo stava pianificando attacchi contro le truppe dell’Idf.
Colpiti vertici di Hamas
Israele ha inoltre reso noto di aver eliminato Abd al-Rahman Maher Abd al-Karim Ziyada, comandante di una cellula della Forza Nukhba di Hamas, accusato di aver partecipato agli attacchi del 7 ottobre 2023. In un altro raid a Khan Younis è stato ucciso anche Kamal Muhammad Hamdan Najar, indicato dall’Idf come responsabile dell’unità dei tunnel di Hamas nell’area meridionale della Striscia.





