Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta appeso a un filo. Washington valuta nuove opzioni militari, mentre Teheran rilancia sul nucleare e alza la tensione nello Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha definito la tregua “un malato terminale in terapia intensiva”, sostenendo che abbia “l’uno per cento di possibilità di sopravvivere” dopo la risposta iraniana alla proposta americana per chiudere il conflitto, giudicata “spazzatura” e “totalmente inaccettabile”. Secondo la Cnn, Trump ha riunito i vertici militari e della sicurezza nazionale per discutere una possibile ripresa delle operazioni contro l’Iran. Al Congresso, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato un “piano B” in caso di escalation, pur assicurando che “il cessate il fuoco rimane in vigore”. “Stiamo vincendo”, ha dichiarato, sostenendo che il conflitto si concluderà “alle condizioni di Trump”.
Il Pentagono ha quantificato in 29 miliardi di dollari il costo sostenuto finora dagli Stati Uniti per la guerra. Trump ha infine rilanciato la tensione sui social, pubblicando un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che mostra un jet americano colpire imbarcazioni iraniane accompagnata dalla scritta “Bye bye, fast boats”.
Teheran rilancia sul nucleare
La controproposta iraniana esclude impegni preliminari sul programma nucleare e sulle scorte di uranio arricchito. Teheran si sarebbe però detta disponibile a sospendere l’arricchimento per un periodo inferiore ai vent’anni chiesti da Washington e alla diluizione di parte dell’uranio, con possibile trasferimento del materiale residuo in un Paese terzo, ma senza smantellare le strutture nucleari. Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha difeso il piano in quattordici punti, sostenendo che “non esiste alternativa” al riconoscimento “dei diritti del popolo iraniano”. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha avvertito che Teheran è pronta “a qualsiasi scenario” e che “chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni”. Il parlamentare Ebrahim Rezaei ha aggiunto che, in caso di nuovo attacco, l’Iran potrebbe valutare l’arricchimento dell’uranio fino al 90%.
Hormuz e pressione militare
La tensione resta alta sullo Stretto di Hormuz. I Pasdaran hanno ampliato l’area operativa strategica da Jask all’isola di Siri e, secondo le agenzie iraniane, la zona controllata arriverebbe fino a 200-300 miglia. Nel frattempo la petroliera qatariota Mihzem ha attraversato lo stretto seguendo la rotta indicata dall’Iran. I mercati hanno reagito con un nuovo rialzo del greggio, con il Brent a 104,81 dollari al barile e il Wti a 98,89. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha riferito che Francia e Regno Unito stanno coordinando il preposizionamento di capacità militari vicino al Golfo in vista di una possibile “fase successiva” della crisi. Anche l’Onu ha avvertito che un ritorno alla guerra su vasta scala avrebbe conseguenze “catastrofiche”.
Trump in Cina
Trump è atteso a Pechino per l’incontro con Xi Jinping. Con lui partirà anche Hegseth. La Casa Bianca punta a evitare che il dossier iraniano blocchi il confronto con la Cina su commercio e rapporti bilaterali. Pechino ha criticato le nuove sanzioni americane contro società di Hong Kong accusate di facilitare la vendita di petrolio iraniano alla Cina, definendole “illegali” e prive di fondamento nel diritto internazionale.
Libano, Israele e sanzioni europee
La crisi continua ad allargarsi al Medio Oriente. Il leader di Hezbollah Naim Qassem ha escluso il disarmo e ha minacciato di trasformare il campo di battaglia in “un inferno”. Nel Libano meridionale, un raid israeliano a Kfardounine ha provocato almeno 6 morti e 7 feriti, mentre l’Idf ha ordinato l’evacuazione di quattro villaggi. Secondo il Wall Street Journal, anche gli Emirati Arabi Uniti avrebbero partecipato nei mesi scorsi ad attacchi contro obiettivi iraniani, compresa una raffineria sull’isola di Lavan. Intanto la Knesset ha approvato un tribunale speciale per giudicare tra 200 e 300 detenuti palestinesi presunti responsabili del 7 ottobre 2023. Parallelamente, un’inchiesta israeliana ha accusato Hamas e i suoi alleati di violenze sessuali “sistematiche e diffuse” durante l’attacco e contro gli ostaggi portati a Gaza. In questo quadro, l’Ue ha sbloccato le sanzioni contro i coloni israeliani in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che i destinatari delle misure non potranno compiere operazioni finanziarie in Europa né entrare nel continente, mentre eventuali beni presenti nell’Ue saranno congelati.





