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Tregua finita, Mosca rilancia: “La guerra si ferma se Kiev decide”. Ripresi attacchi massicci

Cremlino lega la fine della guerra alla cessione delle città del Donbas ancora controllate da Kiev ed esclude l’Ue dai negoziati. Zelensky denuncia oltre 200 droni russi nella notte
mercoledì, 13 Maggio 2026
3 minuti di lettura

La tregua di tre giorni tra Russia e Ucraina è terminata e Mosca ha annunciato la ripresa delle operazioni militari. Nelle ore successive alla scadenza del cessate il fuoco, droni russi hanno colpito Kiev e diverse regioni ucraine, mentre il Cremlino ha ribadito che la guerra potrà finire solo se Volodymyr Zelensky accetterà le condizioni territoriali poste da Mosca.

Il ministero della Difesa russo ha confermato che “la tregua è terminata” e che “l’operazione militare speciale continua”, sostenendo di aver abbattuto 108 droni ucraini nelle ultime 24 ore. Kiev denuncia invece oltre 200 droni russi lanciati nella notte. “È stata la stessa Russia a decidere di rompere la tregua”, ha scritto Zelensky sui social. Esplosioni sono state udite nella capitale ucraina nelle prime ore del mattino. Secondo il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, detriti di droni sono caduti sul tetto di un edificio residenziale di 16 piani. Nella regione di Dnipropetrovsk almeno una persona è morta e diverse altre sono rimaste ferite.

Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha accusato Mosca di aver colpito infrastrutture civili, compreso un asilo nido. “Putin deve rendersi conto che per lui le cose andranno solo peggio”, ha dichiarato, chiedendo nuove sanzioni e “un ruolo più grande dell’Europa nel processo di pace”. Zelensky ha assicurato che Washington “resta impegnata nel processo diplomatico”, nonostante la crisi iraniana stia assorbendo gran parte dell’attenzione americana. Donald Trump ha definito il conflitto “un tritacarne”: “Il mese scorso hanno perso 25 mila soldati da entrambe le parti. È orribile quello che sta succedendo”.

Mosca esclude l’Ue dai negoziati

Dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che la Russia “rimane aperta ai contatti” e ai tentativi di mediazione americana, ma che senza passi concreti da parte di Kiev “le ostilità continueranno”. Secondo fonti russe, la “decisione necessaria” richiesta a Zelensky riguarda la cessione delle cinque città del Donbas ancora fuori dal controllo di Mosca.Peskov ha aggiunto che Vladimir Putin è pronto a incontrare Zelensky “a Mosca in qualsiasi momento per negoziati”, mentre un vertice fuori dalla Russia avrebbe senso solo “nella fase finale del processo di regolamento”. Mosca ha inoltre escluso un ruolo diretto dell’Unione europea nei negoziati.

Il viceministro degli Esteri Alexander Grushko ha accusato Bruxelles di voler “protrarre il conflitto il più a lungo possibile”, una linea che “esclude al momento qualsiasi partecipazione costruttiva dell’Ue”. Sul piano militare, il comandante delle forze missilistiche strategiche Sergei Karakayev ha annunciato il successo del collaudo del missile balistico intercontinentale Sarmat, che Mosca punta a mettere in servizio entro fine anno.Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte si è detto “estremamente ottimista” sul futuro dell’Alleanza, invitando gli alleati europei ad aumentare ulteriormente la spesa militare “anche per difendersi dalla Russia”.

IA, droni e cooperazione militare

Prosegue il rafforzamento della cooperazione militare tra Kiev e gli alleati occidentali. Secondo CBS, Stati Uniti e Ucraina hanno elaborato un memorandum preliminare per un nuovo accordo di difesa basato sulla produzione congiunta di droni e tecnologie avanzate.

La bozza, preparata dal Dipartimento di Stato americano e dall’ambasciatrice ucraina Olha Stefanishyna, aprirebbe anche all’esportazione di tecnologie militari ucraine verso gli Stati Uniti. Kiev punta intanto a rafforzare il proprio peso nell’industria bellica. Un produttore ucraino prevede di realizzare oltre 3 milioni di droni Fpv entro il 2026, contro i circa 300 mila prodotti dagli Stati Uniti nel 2025.

Zelensky ha inoltre incontrato il ceo di Palantir Technologies Alex Karp per discutere dell’uso dell’intelligenza artificiale nel conflitto. “La tecnologia, l’Ia, l’analisi dei dati e la matematica della guerra hanno un impatto diretto sull’esito sul campo di battaglia”, ha dichiarato il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Anche la Germania continua a sostenere militarmente Kiev. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato oltre 10 milioni di euro per nuovi centri di addestramento militare in Ucraina. Finora Berlino ha già formato quasi 27 mila soldati ucraini.

Drone in Grecia e inchiesta anticorruzione

La Grecia ha confermato che il drone navale ritrovato la scorsa settimana sull’isola ionica di Lefkada è di origine ucraina. Il ministro della Difesa Nikos Dendias ha parlato di “grave rischio per la sicurezza della navigazione”. Secondo media greci, il drone trasportava esplosivo e potrebbe provenire da una base usata dagli ucraini nella città libica di Misurata. Sul fronte interno ucraino, l’agenzia anticorruzione NABU ha annunciato di aver smantellato un sistema di riciclaggio da 460 milioni di grivnie legato a un progetto immobiliare vicino Kiev. Media locali hanno collegato l’inchiesta all’ex capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, mentre il direttore del NABU Semen Kryvonos ha precisato che Zelensky “non è attualmente coinvolto dalle indagini”.

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