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Meloni-Rubio, asse Italia-Usa: “Rafforziamo la partnership strategica”

Oltre un’ora e mezza di colloquio a Palazzo Chigi tra il Premier e il Segretario di Stato americano. Washington attende una risposta da Teheran dopo i “passi avanti” sul negoziato e avverte: “Se ci colpiscono reagiamo”. Sul tavolo anche Ucraina, Nato e il ruolo in Libano
sabato, 9 Maggio 2026
3 minuti di lettura

Roma è tornata crocevia della diplomazia occidentale in una fase segnata da tensioni militari nel Golfo Persico, negoziati bloccati sull’Ucraina e nuovi equilibri (abbastanza instabili a dire il vero) tra Stati Uniti, Europa e Vaticano.

L’incontro

L’incontro tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Segretario di Stato americano Marco Rubio, durato oltre un’ora e mezza, ha mostrato la volontà di consolidare il rapporto tra Washington e Roma dentro uno scenario internazionale che cambia rapidamente (e dopo le critiche del Presidente Trump rivolte al Primo Ministro nelle ultime settimane).

Nel colloquio a Palazzo Chigi sono entrati i dossier più delicati delle ultime settimane: la sicurezza nello Stretto di Hormuz, il ruolo della Nato, il Libano, i rapporti con Teheran e la guerra tra Russia e Ucraina. Temi affrontati anche nel successivo incontro di Rubio con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina.

Dal Dipartimento di Stato americano è arrivata subito una definizione precisa dell’incontro: “Rafforzare la solida partnership strategica tra Stati Uniti e Italia”. Una formula diplomatica che però, nelle parole del Segretario di Stato, ha assunto un significato politico più ampio. Rubio ha insistito sulla necessità di mantenere un coordinamento stabile tra le due sponde dell’Atlantico in un momento in cui Washington cerca interlocutori affidabili in Europa.

A confermare il clima del vertice è stata la stessa Giorgia Meloni con un messaggio pubblicato su X al termine dell’incontro: “Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali, ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”.

Medio Oriente

Il passaggio più delicato ha riguardato il Medio Oriente. Gli Stati Uniti stanno cercando una risposta internazionale alle mosse dell’Iran nel Golfo Persico, dopo i nuovi incidenti navali delle ultime ore. Rubio ha accusato Teheran di voler normalizzare il controllo delle acque internazionali attorno allo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo da cui transita una quota decisiva del petrolio mondiale. “Se il mondo accetta questo principio, altri Paesi faranno lo stesso”, ha avvertito il Segretario di Stato americano, spiegando che Washington sta lavorando anche alle Nazioni Unite per costruire una linea condivisa.

La tensione resta alta. Rubio ha parlato di “eventi isolati”, ma ha chiarito che gli Stati Uniti risponderanno a eventuali attacchi contro le proprie forze militari. “Se ci colpiscono, reagiamo”, ha detto per poi confermare la linea di fermezza scelta dalla Casa Bianca nei confronti dell’Iran.

In Ucraina “nessun risultato concreto”

Nelle dichiarazioni del capo della diplomazia americana è emersa anche la volontà di evitare che la crisi nel Golfo diventi l’ennesimo terreno di divisione occidentale. Non a caso Tajani, al termine del colloquio alla Farnesina, ha rilanciato il tema dell’unità politica tra Europa e Stati Uniti. “L’unità dell’Occidente è cruciale, anche l’America ha bisogno di noi”, ha osservato il Ministro.

Sul tavolo anche la guerra in Ucraina. Rubio ha ammesso che i tentativi di mediazione americana “non hanno portato risultati concreti” e ha descritto i negoziati tra Mosca e Kiev come “stagnanti”. Nessuna apertura a iniziative indefinite: Washington, ha spiegato, non intende investire energie in un processo privo di prospettive. Allo stesso tempo gli Stati Uniti restano disponibili a favorire una trattativa qualora si aprissero spazi reali per un accordo.

Il dossier ucraino si intreccia inevitabilmente con il futuro della Nato. Rubio ha escluso che con Meloni si sia discusso di un eventuale ridimensionamento delle truppe americane in Europa, ma il tema resta sullo sfondo: “È una decisione che spetta al presidente”, ha precisato, ricordando però che la presenza militare americana nel continente rappresenta uno degli elementi centrali dell’Alleanza Atlantica.

Usa e Vaticano

Dentro questo quadro si è inserito anche il Vaticano. Dopo l’incontro con Papa Leone XIV avvenuto giovedì mattina, Rubio ha parlato di un colloquio “cordiale e positivo” e ha lasciato intendere che nei prossimi giorni potrebbe esserci un contatto telefonico tra il Pontefice e il Presidente Trump. Sl segretario di Stato ha riconosciuto alla Santa Sede un ruolo particolare nelle aree di crisi, soprattutto in Libano, dove Washington prova a sostenere un percorso di stabilizzazione. In questo contesto Rubio ha indicato anche l’Italia come possibile interlocutore chiave: “Può avere un ruolo importante nella pacificazione del Libano”.

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