Un attacco informatico su larga scala ha colpito la piattaforma educativa Canvas, lasciando scuole e università di tutto il Paese senza accesso ai corsi online, ai registri elettronici e ai sistemi di valutazione. L’incidente, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha provocato un blocco improvviso che ha coinvolto milioni di studenti e docenti, costringendo numerosi istituti a sospendere lezioni, esami e attività amministrative.
Secondo le prime analisi, si tratterebbe di un attacco coordinato che ha sfruttato una vulnerabilità nei server centrali, saturando la rete e rendendo impossibile il ripristino immediato dei servizi.
Le autorità federali hanno confermato l’apertura di un’indagine, mentre il Dipartimento dell’Istruzione ha invitato gli istituti a predisporre piani di emergenza. Alcuni atenei hanno attivato piattaforme alternative, ma la maggior parte delle scuole è rimasta completamente isolata, con docenti impossibilitati a comunicare con gli studenti e migliaia di compiti e verifiche rimasti in sospeso.
L’azienda che gestisce Canvas ha parlato di “attacco senza precedenti” e ha assicurato che i dati sensibili non risultano compromessi, anche se gli esperti invitano alla cautela: la natura dell’operazione lascia pensare a un gruppo altamente organizzato.
L’impatto è stato immediato anche sul piano sociale: sui social network si sono moltiplicate le segnalazioni di studenti preoccupati per la sessione d’esami e di insegnanti costretti a riorganizzare interi moduli didattici. Alcuni distretti scolastici hanno denunciato la fragilità delle infrastrutture digitali, chiedendo investimenti urgenti per proteggere un sistema educativo sempre più dipendente dalle piattaforme online.
Mentre i tecnici lavorano al ripristino completo, l’attacco a Canvas riaccende il dibattito sulla sicurezza informatica nel settore dell’istruzione, già messo alla prova negli ultimi anni da ransomware e intrusioni mirate.






