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Leone XIV riceve Rubio: “Lavorare instancabilmente per la pace”

Leone XIV riceve Rubio: “Lavorare instancabilmente per la pace”

Quarantacinque minuti di colloquio con il Papa e oltre due ore e mezza in Vaticano per il Segretario di Stato Usa. Dopo le tensioni con Trump, la Santa Sede rilancia il dialogo con Washington e rinnova l’impegno per buone relazioni bilaterali. Oggi l’incontro con Meloni
venerdì, 8 Maggio 2026
3 minuti di lettura

È durato circa quarantacinque minuti il faccia a faccia tra Leone XIV e Marco Rubio, arrivato ieri in Vaticano dopo mesi di tensioni tra la Santa Sede e l’amministrazione di Donald Trump. Il Segretario di Stato americano è rimasto oltre due ore e mezza oltre le mura leonine per incontrare prima il Pontefice e poi il Cardinale Pietro Parolin e Monsignor Paul Gallagher. Ma più ancora della durata dei colloqui, a pesare è stato il messaggio politico e diplomatico consegnato dalla nota vaticana: il “comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti” è stato “rinnovato”, insieme alla necessità di lavorare “instancabilmente in favore della pace”.

La formula, asciutta, ma significativa, dice molto del senso dell’incontro. La Santa Sede ha riferito di uno “scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale”, con particolare attenzione “ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie”. È il lessico consueto della diplomazia pontificia, ma in questo caso ha assunto un valore più netto: il Papa ha voluto riportare al centro il tema della pace, del dialogo e della responsabilità internazionale proprio nel colloquio con uno degli uomini chiave della Casa Bianca.

Anche da Washington il tono è stato disteso. Il Dipartimento di Stato ha parlato di colloquio “amichevole e costruttivo” e ha confermato “l’impegno comune a favore della pace e della dignità umana” e la solidità delle relazioni tra Stati Uniti e Santa Sede. Un lessico quasi speculare a quello vaticano, che sembra indicare la volontà di tenere aperto un canale diretto in una fase segnata da guerre, instabilità e profonde divergenze politiche. Al termine dell’incontro il Pontefice ha donato a Rubio una penna di legno d’ulivo, presentata come “la pianta della pace”: un gesto simbolico, coerente con il messaggio consegnato nei colloqui.

Settimane difficili

La visita del Segretario di Stato americano era attesa con cautela dentro e fuori il Vaticano. I rapporti tra il Pontefice e il mondo trumpiano hanno attraversato settimane difficili, segnati dagli attacchi del Tycoon al primo Papa americano e da divergenze evidenti su guerre, migrazioni e politica internazionale. Per questo la scelta della Santa Sede di mantenere un profilo bassissimo è apparsa fin da subito significativa: nessun video ufficiale del faccia a faccia, soltanto tre fotografie diffuse dall’Osservatore Romano e una nota essenziale nell’agenda quotidiana del Pontefice. Una discrezione che non ha però nascosto la portata politica dell’incontro. Nel Palazzo Apostolico si è lasciato intendere che il confronto sia andato meglio del previsto.

Il colloquio non avrebbe evitato i temi più delicati. Sullo sfondo restano le parole usate in passato da Trump contro il Pontefice e le tensioni generate da alcune posizioni dell’amministrazione americana. Secondo quanto filtra da ambienti vaticani, Rubio avrebbe cercato di spiegare il senso politico di alcune uscite del Presidente statunitense. Leone XIV avrebbe risposto senza irrigidire il confronto, ma anche senza arretrare rispetto alla linea della Santa Sede.

I dossier

Tra i dossier affrontati, particolare peso avrebbe avuto l’Iran. Sua Santità avrebbe espresso con chiarezza la speranza di una soluzione diplomatica tra Washington e Teheran, mentre Rubio avrebbe illustrato i rischi legati al programma nucleare iraniano e le difficoltà del negoziato. Un passaggio seguito con attenzione in Vaticano, dove cresce la preoccupazione per una nuova escalation militare in Medio Oriente. La linea della Santa Sede resta quella indicata fin dall’inizio del pontificato: sostegno al dialogo, rifiuto delle logiche di guerra e difesa del ruolo della diplomazia internazionale. Il successivo incontro con Parolin e Gallagher ha avuto un carattere più operativo. Sul tavolo sono finiti i principali scenari internazionali, dai conflitti aperti alle tensioni politiche e commerciali, fino al rapporto tra la Casa Bianca e il Vaticano, dove nessuno ritiene che le divergenze siano scomparse. Restano distanze evidenti, a partire dall’immigrazione e dall’approccio ai conflitti internazionali. Ma il faccia a faccia con Rubio viene considerato un passaggio utile per ristabilire un contatto diretto tra le due sponde.

A confermarlo, indirettamente, sono anche le parole del presidente della Cei Matteo Zuppi, intervenuto a Sky TG24 poche ore dopo l’incontro: “Leone, con mitezza, ragionevolezza, ma con fermezza, ha spiegato che lui predica il Vangelo ed è sempre chiaro sulla pace”. Poi il richiamo al valore della diplomazia: “Serve per andare oltre incomprensioni e contrapposizioni. Se ci si spiega, il dialogo aiuta sempre”.

Intanto oggi Rubio vedrà a Roma Giorgia Meloni, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Inutile dirlo, c’è grande attesa proprio per l’incontro con il Presidente del Consiglio, dopo gli attacchi che ha ricevuto proprio da Trump dopo anni di grande rapporto e complicità.

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