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Indicazioni Geografiche, svolta europea per l’artigianato: nuove tutele e opportunità per il Made in Italy

Al Parlamento europeo confronto tra istituzioni e imprese sul regolamento UE 2023/2411: semplificazione, protezione e competitività al centro del dibattito
sabato, 25 Aprile 2026
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2 minuti di lettura

Si è tenuto presso il Parlamento europeo l’evento “Indicazione Geografica per i Prodotti Artigianali: una grande opportunità per gli artigiani italiani e il Made in Italy”, promosso dalla Camera di Commercio Italiana in Belgio insieme a Confartigianato e Cna. Nel corso dei lavori, Confartigianato ha delineato le prospettive applicative del nuovo quadro normativo. Luca Crosetto, delegato all’Europa dell’organizzazione, ha sottolineato come il regolamento rappresenti una svolta concreta per le imprese artigiane, evidenziando la necessità di strumenti semplici, accessibili ed efficaci per accompagnare le PMI nei processi di registrazione delle Indicazioni Geografiche.

Territori, il valore dell’artigianato

Al centro del dibattito l’analisi del Regolamento (UE) 2023/2411, che estende ai prodotti artigianali e industriali il sistema delle Indicazioni Geografiche. I relatori hanno evidenziato i criteri innovativi introdotti dalla normativa, basati sul legame tra qualità, reputazione e territorio, e la conseguente necessità di disciplinari tecnici in grado di certificare la connessione tra prodotto e area geografica di origine. Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti di tutela, con meccanismi rafforzati contro contraffazione, imitazioni e uso improprio delle denominazioni, a beneficio della protezione del Made in Italy sui mercati internazionali.

Relatori e protagonisti

Il valore della riforma e il percorso legislativo europeo che ha portato all’adozione del regolamento sono stati richiamati nei saluti istituzionali dell’eurodeputato Stefano Cavedagna, ospite dell’iniziativa, di Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, e dell’ambasciatore Marco Canaparo, rappresentante permanente aggiunto presso l’UE.

Come applicare le norme

La parte centrale dell’evento ha offerto un approfondimento tecnico sulle modalità di applicazione della norma. Amedeo Teti, capo Dipartimento Mercato e Tutela del MIMIT, ha illustrato l’integrazione delle Indicazioni Geografiche artigianali nell’ordinamento italiano. Giuseppe Bertoli, direttore del Dipartimento Affari Legali di EUIPO, ha invece evidenziato come la proprietà intellettuale diventi un pilastro per la protezione della produzione manifatturiera a livello europeo.

Distretti, saperi e Made in Italy

Il confronto ha dato spazio anche a esperienze concrete. Luciano Gambaro, presidente del Consorzio Promovetro Murano per Confartigianato Imprese, e Simona Paolillo, segretario Cna Salerno e referente del Comitato promotore IGP ceramica vietrese, hanno sottolineato l’importanza di trasformare i vincoli procedurali in opportunità di visibilità e tutela per i distretti storici del Made in Italy.

Gli interventi sulla rilevanza strategica

I lavori, moderati dal segretario generale della Camera di Commercio Italiana in Belgio Giorgio De Bin, si sono conclusi con l’intervento dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, che ha evidenziato la rilevanza strategica del provvedimento per la competitività nazionale. In chiusura, il presidente della Camera di Commercio Italiana in Belgio Fabio Morvilli ha ribadito il ruolo dell’ente come ponte tra imprese italiane e istituzioni europee.

L’impegno degli artigiani

L’evento, che ha registrato oltre 100 partecipanti online, ha confermato il forte interesse dei territori e l’impegno di Confartigianato e dei partner nel sostenere il percorso di riconoscimento delle eccellenze artigiane. Dal confronto è emersa con chiarezza la volontà di presidiare i tavoli europei affinché la nuova normativa si traduca in un vantaggio concreto per le imprese.

Indicazione geografica e nuove tutele

In definitiva, fa presente la Confartigianato, l’iniziativa ha rappresentato un momento di sintesi tra visione politica, approfondimento tecnico e testimonianze operative, rafforzando il ruolo delle Indicazioni Geografiche come leva di sviluppo territoriale, tutela culturale e crescita economica sostenibile.

1 Comment Lascia un commento

  1. Che il Made in Italy vada tutelato è una necessità ormai da molti decenni. Ora è la politica che deve stabilire come. Da troppo tempo sono diffusi prodotti “Made in Italy” che non hanno alcuna senso, akcuni prodotti all’estero “veri e prorpi tarocchi” altri invece provenienti dall’estero e rifiniti o imballati in Italia come prodotti Italiani altri ancora come materia prima importata dall’estero e assemblata o confezionata in Italia per poi essere venduta come prodotto Italiano quando la stessa madodopera e tutta la filiera è Cinese o di altra nazionalità.

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