Il progresso tecnologico corre a una velocità incredibile e se da un lato offre strumenti straordinari e opportunità impensabili fino a pochi anni fa, dall’altro apre la porta a nuove forme di rischio. La nostra vita digitale quotidiana è ormai costellata di messaggi, notifiche, comunicazioni ufficiali e richieste di verifica, un flusso continuo in cui si inseriscono le truffe online. Questi raggiri non sono più grossolani come quelli di un tempo, oggi gli autori di frodi sanno creare comunicazioni incredibilmente credibili, replicare loghi e linguaggi istituzionali e persino utilizzare voci generate dall’Intelligenza Artificiale per dare un’impressione di autenticità.
Di conseguenza distinguere ciò che è reale da ciò che è falso è diventato più difficile che mai. E contrariamente a quanto si possa pensare, le vittime principali non sono più gli anziani, ma i Millennial e la Generazione Z. Persone cresciute immerse nella tecnologia non sono automaticamente immuni da queste trappole, anzi, spesso la familiarità con gli strumenti digitali porta a sottovalutare i rischi e ad abbassare la guardia. Proprio questa sicurezza può trasformarsi in vulnerabilità, rendendo fondamentale saper riconoscere i segnali di allarme e conoscere i raggiri più diffusi. Dunque, pensare che siano sempre gli anziani i più fragili e i più colpiti non è esatto, diversi casi di cronaca smontano questa convinzione. In alcune occasioni proprio le persone più in là con gli anni, fingendo di credere al truffatore, hanno aiutato le autorità ad arrestarlo, recitando alla perfezione la parte dell’ingenuo” vecchietto“.
Phishing bancario
Il phishing bancario resta una delle truffe online più diffuse. Nonostante sia noto da tempo, continua a colpire un numero crescente di persone, perché si presenta in modo sempre più credibile. Il raggiro inizia solitamente con un’e-mail o un SMS che segnala un presunto movimento sospetto sul conto corrente. Il messaggio invita l’utente a intervenire immediatamente, spesso con toni allarmanti, cliccando su un link per verificare la situazione. Il collegamento rimanda a una pagina che riproduce quasi perfettamente il sito ufficiale della banca. A quel punto viene chiesto di inserire credenziali di accesso, codici di sicurezza o dati personali. In realtà non si sta accedendo al proprio conto, ma si stanno consegnando direttamente ai truffatori tutti i dati che serviranno per compiere il loro piano fraudolento. Per questo motivo è fondamentale non cliccare mai sui link contenuti in sms o e-mail che riguardano il conto bancario. L’unica cosa corretta da fare in questi casi è aprire direttamente l’app della banca oppure telefonare al numero ufficiale dell’Istituto e fare i dovuti controlli. Se il problema è reale, la comunicazione sarà presente. In caso contrario si tratta dell’ennesimo raggiro.
La truffa ai genitori
Un’altra truffa molto diffusa è quella che sfrutta le app di messaggistica e i legami familiari. Il messaggio solitamente arriva da un numero sconosciuto e inizia con una spiegazione apparentemente plausibile, in cui il presunto figlio afferma di aver perso il telefono oppure di stare scrivendo da quello di un amico. Poco dopo compare la vera richiesta, che si traduce in un trasferimento urgente di denaro per risolvere un problema improvviso. Il raggiro è costruito proprio per generare fretta e preoccupazione nel genitore, che viene spinto ad agire rapidamente senza fermarsi a verificare l’identità della persona che sta scrivendo, a causa dell’ansia generata dalla situazione. La soluzione più semplice per smascherare l’imbroglione è anche la più efficace. Prima di fare qualsiasi trasferimento, chiamare il numero abituale del proprio figlio, contattarlo tramite un altro canale oppure fare una domanda personale, cui solo lui potrebbe rispondere.
La falsa comunicazione delle forze dell’ordine
C’è poi chi sfrutta il nome delle autorità per intimidire le vittime. In questi casi arriva un’e-mail che sembra provenire dalle forze dell’ordine o da autorità giudiziarie, che informa la persona dell’esistenza di un presunto procedimento a suo carico. Il messaggio è costruito per spaventare la vittima citando indagini, violazioni della legge o convocazioni immediate. Spinti dall’ansia molte persone cliccano sugli allegati per saperne di più. In realtà proprio così si cade nella trappola. La regola è semplice. Non cliccare e non scaricare nulla. Le autorità non comunicano provvedimenti ufficiali tramite e-mail chiedendo dati personali o risposte immediate.
La truffa del pacco in consegna
Con la crescita degli acquisti online si è diffusa anche la truffa legata alle false notifiche di consegna. Il malcapitato di turno riceve un SMS o una mail, che sembra provenire da un corriere e che segnala un problema con una spedizione, di solito un pacco bloccato in magazzino. Nel messaggio è quasi sempre presente un link che invita a completare la procedura versando una piccola somma oppure compilando un modulo con dati personali. In realtà la finalità è impossessarsi dei dati bancari. Anche in questo caso la soluzione è semplice. Non cliccare su nessun link e ignorare il messaggio.
Finti operatori di luce, gas o telefonia
Bisogna fare molta attenzione anche alle telefonate. Ogni giorno riceviamo numerose chiamate da numeri sconosciuti che propongono cambi di contratto per luce, gas o telefonia. Tra queste telefonate si nascondono anche truffatori, che si presentano come operatori che segnalano presunti aumenti della tariffa o anomalie nel contratto. Con la scusa di effettuare una verifica cercano di ottenere informazioni personali come il codice cliente, i codici della fornitura energetica o dati bancari.
Queste informazioni possono poi essere utilizzate per attivare nuovi contratti a nome della vittima o per altri tipi di frode. La soluzione resta sempre la stessa. Contattare direttamente i canali ufficiali dell’azienda per verificare le informazioni e non fornire mai dati personali durante telefonate ricevute.
Le false piattaforme di investimento online
Una truffa che colpisce moltissimo i giovani è quella legata ai presunti investimenti online, spesso collegati al trading o alle criptovalute. Attraverso pubblicità sui social o siti internet molto curati vengono promessi guadagni elevati con investimenti iniziali minimi. Dopo il primo contatto la vittima viene seguita da un presunto consulente finanziario, che invita a depositare piccole somme su piattaforme di trading apparentemente professionali. Spesso vengono mostrati guadagni fittizi per convincere la persona a investire cifre sempre più alte. Purtroppo quando si tenta di ritirare il denaro la piattaforma smette di rispondere oppure scompare del tutto. Per questo motivo prima di investire è sempre necessario verificare che la società sia autorizzata e registrata presso gli organismi di controllo ufficiali. Inoltre, quando vengono promessi guadagni facili senza fare praticamente nulla è sempre bene attivare un alert di potenziale raggiro.
Truffe sulle dating app
Un’altra truffa molto diffusa tra i giovanissimi riguarda le app di incontri. Netflix ha dedicato a questo fenomeno un documentario intitolato “Il truffatore di Tinder”, che racconta la storia di un uomo apparentemente affascinante, ricco e di successo, che, sfruttando il suo fascino, riuscì a conquistare diverse donne, fino a ottenere da loro ingenti somme di denaro con la promessa di una relazione.
Oppure come non parlare del fenomeno del catfishing, cioè persone che creano una falsa identità online con diversi obiettivi, tra cui spesso quello economico, che adescano persone creando spesso vere e proprie relazioni digitali senza mai vedersi dal vivo. Famosissimo è stato il caso mediatico che ha coinvolto Pamela Prati e il presunto Mark Caltagirone. In questi casi la raccomandazione è semplice. L’amore può nascere anche online, ma quando iniziano richieste di denaro è sempre meglio fermarsi e interrompere ogni comunicazione.
Le truffe dello shopping online
Acquistare online è ormai un gesto quotidiano, ma dietro offerte imperdibili e siti dall’aspetto professionale si nasconde una rete sempre più sofisticata di truffe digitali. Secondo i dati diffusi da Consumerismo No Profit e dalla Polizia Postale, negli ultimi dodici mesi in Italia le segnalazioni di frodi legate allo shopping online sono aumentate del 24%, con oltre 25.000 denunce solo nel 2024.
Le tecniche usate dai truffatori cambiano continuamente, ma la logica resta invariata: sfruttare la fiducia e la fretta di chi acquista online. Una delle strategie più diffuse è la creazione di finti siti e-commerce, che imitano quelli reali in ogni dettaglio, dai loghi all’impaginazione, con indirizzi web quasi identici a quelli originali. L’utente effettua il pagamento, ma della merce non c’è traccia. Molto frequenti sono anche le vendite sui social network, dove profili apparentemente affidabili propongono offerte allettanti su prodotti di marca o articoli introvabili: una volta ricevuto il denaro, scompaiono senza lasciare traccia.
Un’altra variante sono i marketplace truccati, dove inserzioni di oggetti usati o super scontati vengono in realtà gestite da gruppi che chiudono i conti correnti subito dopo l’incasso.
Le perdite economiche variano da poche decine a diverse migliaia di euro, ma il costo complessivo è impressionante: nel 2024 le truffe da shopping online in Italia hanno causato danni per oltre 100 milioni di euro, secondo il Centro nazionale per la cybersecurity. Nel mondo, l’Interpol stima che i crimini legati all’e-commerce generino un giro d’affari illecito di oltre 50 miliardi di dollari all’anno. Le autorità raccomandano un insieme di regole semplici ma decisive: comprare solo da siti certificati (con “https” e indirizzi verificabili), usare carte virtuali o prepagate, diffidare dei prezzi troppo bassi, non cliccare link ricevuti via messaggio.
La Polizia Postale mette a disposizione il portale dedicato Commissariatodips.it, dove segnalare truffe e verificare in pochi secondi se un sito è già stato segnalato come fraudolento.
In tutto il mondo i giovani i più colpiti
Le statistiche confermano che i giovani, più esposti a e-commerce e social media, sono tra le categorie più colpite da truffe online. Uno studio del Pew Research Center (USA, 2025) segnala che i truffati under 30 sono lievemente più propensi rispetto agli anziani a perdere denaro attraverso frodi digitali e che circa il 25% dei 18-29enni ha subito una perdita, contro il 15% degli over 65.
In Italia, Consumerismo indica che, nel caso di truffe legate allo shopping online, 33,1% di persone tra i 25 e i 34 anni ne è stato vittima, circa uno su tre, una quota molto più alta rispetto alla popolazione generale. “È la generazione più connessa, ma anche quella più esposta”, spiegano dal Centro Nazionale Antifrode. “I truffatori non puntano più solo agli anziani creduloni: sanno che i giovani comprano impulsivamente, spesso da smartphone e attraverso link pubblicitari su social media”.
Un focus per la Regione di Georgia (USA) completa il quadro. Tra i giovanissimi (meno di 19 anni) la metà di chi ha lamentato un tentativo di truffa ha effettivamente perso denaro, mentre tra gli anziani (70-79 anni) la percentuale scende al 25%.
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