Nel 2025 l’Unicef ha raggiunto in Italia oltre 15 mila bambine, bambini, adolescenti e giovani migranti e rifugiati attraverso interventi diretti di protezione, supporto psicosociale e programmi educativi. Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2025 dell’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale. Secondo i dati del rapporto, più di 66 mila persone migranti e rifugiate sono arrivate in Italia nel 2025 attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Due su dieci erano minorenni, tra cui circa 12 mila minori non accompagnati, un numero in crescita rispetto all’anno precedente. La rotta resta inoltre tra le più pericolose: circa 1.300 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo centrale, tra cui molti minori.
Nel corso dell’anno l’Unicef ha garantito interventi di protezione per circa 15 mila minorenni, supporto individuale a 3 mila minori, donne e famiglie vulnerabili e programmi di sviluppo delle competenze linguistiche e digitali per 1.400 minori. Attraverso piattaforme digitali e campagne informative sono state inoltre raggiunte complessivamente 79 mila persone.
Le attività
Le attività si sono concentrate nelle aree di frontiera e transito, con assistenza legale, supporto psicosociale e servizi di prevenzione della violenza di genere. Parallelamente, l’organizzazione ha lavorato con le istituzioni per rafforzare strumenti come l’affido familiare per minori non accompagnati, il mentoring per neomaggiorenni e la tutela volontaria. Per il 2026 l’Unicef prevede di raggiungere circa 30 mila persone con interventi diretti e 100 mila attraverso iniziative online, proseguendo il lavoro a sostegno della protezione e dell’inclusione dei minori migranti e rifugiati in Italia.





