Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di un incontro diretto con Vladimir Putin al G20 di Miami, in programma a dicembre, e indica nel faccia a faccia tra i due presidenti un possibile passaggio per sbloccare il negoziato sulla guerra. Mosca frena sull’ipotesi e rilancia l’invito al leader ucraino a recarsi nella capitale russa, pur auspicando che gli sforzi degli Stati Uniti possano produrre risultati. “Dobbiamo esserci. Dobbiamo incontrarci, parlare e prendere una decisione”, ha affermato Zelensky in un’intervista esclusiva a Deutsche Welle.
Il Presidente ucraino ha posto l’accento soprattutto sull’esito di un eventuale colloquio con Putin, più che sui contenuti del confronto. “Quello che gli dirò o quello che lui vorrà dire a me non conta. Conta il risultato. Tutto qui”, ha sottolineato. Per Kiev, dunque, l’eventuale incontro dovrebbe servire a produrre conseguenze concrete sul piano negoziale.
Gli inviati Usa e la posizione di Kiev
Zelensky ha definito un “buon segnale” la recente visita a Kiev degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, arrivati nella capitale ucraina dopo una missione a Mosca. Secondo il Presidente l’Ucraina dispone oggi di una posizione più favorevole in vista di possibili trattative. “La Russia paga un prezzo elevato per risultati molto modesti”, ha sostenuto, quantificando le perdite russe in oltre 30 mila uomini al mese.
“Ecco perché riteniamo di essere ora in una buona posizione per i negoziati”, ha aggiunto.
Il nodo dell’inverno
Sul quadro diplomatico pesa però l’avvicinarsi dell’inverno e la capacità dell’Ucraina di resistere alla pressione missilistica russa: Voglio avere 100-120 Patriot al mese per questi mesi difficili, soprattutto quelli freddi”, ha dichiarato Zelensky, che ha stimato la produzione russa in 140 missili balistici ogni mese.
Il sostegno statunitense resta, per Kiev, un elemento decisivo. “Gli americani saranno pronti a darci i Patriot? Non lo so. Vedremo”, ha osservato il Presidente ucraino.
L’appello agli alleati europei
Zelensky ha rivolto una richiesta anche ai partner europei, ai quali ha chiesto di rafforzare il sostegno militare all’Ucraina: “Devono dare il più possibile. Con tutto il rispetto, devono dare agli ucraini ciò che serve per salvare le loro vite”, ha affermato. In parallelo l’Ucraina punta sul programma antibalistico Freyja, sviluppato con partner europei. L’obiettivo indicato da Zelensky è avviare una prima fase di sperimentazione entro dicembre.
“Può venire a Mosca”
Alla proposta di un incontro al G20 ha replicato il Cremlino. Il Portavoce Dmitrij Peskov ha ricordato che Putin aveva già indicato Mosca come possibile sede di un colloquio con Zelensky: “Se vuole davvero incontrare Putin, allora Putin ha già detto che può venire a Mosca”, ha affermato Peskov.
La risposta russa raffredda così l’ipotesi di un faccia a faccia a Miami. Il Cremlino, allo stesso tempo, auspica che gli sforzi degli Stati Uniti sul fronte diplomatico possano portare risultati.





