Alla convention repubblicana di Dallas, JD Vance ha lanciato il messaggio più chiaro della sua carriera: vuole essere l’erede politico di Donald Trump. Il vicepresidente ha chiuso la due giorni con un discorso aggressivo, pieno di attacchi ai democratici, riferimenti identitari e momenti studiati per galvanizzare la base Maga.
Il discorso è stato un catalogo delle frustrazioni repubblicane: immigrazione, sicurezza, identità nazionale. Vance ha ripreso la retorica più dura di Trump, sostenendo che due anni fa “siamo stati chiamati razzisti solo per aver notato che il nostro Paese stava diventando più sporco, più povero e meno sicuro”. La platea Maga ha esultato, ma l’apice emotivo è arrivato quando un manifestante ha interrotto l’intervento. Vance ha detto che agitava una bandiera messicana e ha risposto: “Se ami così tanto il Messico, torna lì. Ti compro io il biglietto”. L’arena è esplosa.
Il vicepresidente ha dovuto muoversi con cautela: presentarsi come leader credibile senza irritare Trump. Ha parlato del recente arrivo del suo quarto figlio, dicendo di guardare “al futuro del Paese attraverso gli occhi del futuro di mio figlio”. Poi l’attacco ai democratici, definiti “radicali” che vorrebbero “distruggere la famiglia americana”. “State lontani dai nostri figli”, ha tuonato.
Vance ha anche ripreso alcune affermazioni infondate di Trump, sostenendo che democratici a New York avrebbero “esultato” per il massacro del 7 ottobre in Israele e che una “nuova generazione” di democratici vuole abolire la polizia e i confini.
Momento centrale è stato il tributo a Charlie Kirk, l’attivista di estrema destra assassinato un anno fa. “La Storia registrerà che vostro padre era un grande uomo”, ha detto rivolgendosi ai figli, non presenti. Kirk aveva sostenuto le false accuse di elezioni rubate e la teoria del “grande rimpiazzo”. Ma non era l’unico a mettersi in mostra: Robert F. Kennedy Jr ha elogiato Trump in un discorso molto applaudito, mentre Ted Cruz ha incendiato la platea con accuse ai democratici (“odiano cristiani, ebrei, capitalismo, costituzione e America”).





