Secondo gli exit poll diffusi alla chiusura dei seggi, Rumen Radev sarebbe in netto vantaggio nelle elezioni bulgare, delineando uno scenario politico che potrebbe rafforzare l’asse filo‑russo nel Paese proprio mentre l’Europa attraversa una fase di forte polarizzazione geopolitica. I dati preliminari, che dovranno essere confermati dallo spoglio ufficiale, mostrano un margine significativo rispetto agli altri candidati, segnale di una fiducia che una parte consistente dell’elettorato continua a riporre nella sua figura e nella sua linea politica. La campagna elettorale, segnata da toni accesi e da un dibattito spesso incentrato sul ruolo della Bulgaria all’interno dell’UE e della NATO, ha visto Radev presentarsi come garante di stabilità in un contesto regionale complesso.
Gli analisti sottolineano come il suo posizionamento, percepito come più aperto al dialogo con Mosca, abbia trovato terreno fertile tra gli elettori più critici verso le politiche europee e verso l’aumento delle tensioni internazionali. Allo stesso tempo, i suoi oppositori temono che un nuovo mandato possa allontanare Sofia dalle priorità strategiche dell’Unione, soprattutto sul fronte della sicurezza energetica e della cooperazione militare. Nelle ultime settimane, la campagna si è giocata anche sul piano economico, con Radev che ha insistito sulla necessità di proteggere i settori più vulnerabili e di rafforzare le infrastrutture nazionali.
L’affluenza, superiore alle attese, suggerisce un elettorato mobilitato e consapevole della posta in gioco. Le reazioni internazionali restano per ora caute, in attesa dei risultati definitivi, mentre a Sofia si respira un clima sospeso tra attesa e preoccupazione. Se gli exit poll verranno confermati, la Bulgaria si troverà di fronte a un nuovo equilibrio politico che potrebbe incidere non solo sulla politica interna, ma anche sulla sua collocazione nel mosaico europeo.




