Una decisione destinata a segnare la storia della pena capitale negli Stati Uniti. Il governatore della California Gavin Newsom ha avviato la commutazione delle condanne a morte di tutti i 548 detenuti dello Stato, trasformandole in ergastoli senza possibilità di libertà condizionale.
Se l’iter sarà completato, si tratterà della più grande commutazione collettiva di pene capitali mai avvenuta negli Stati Uniti. Newsom ha spiegato la scelta in una lettera aperta ai californiani datata 5 novembre, sostenendo che le esecuzioni autorizzate dallo Stato siano incompatibili con i valori della California e che un sistema giudiziario imperfetto non possa assumersi il potere di togliere la vita.
Il governatore definisce la decisione una delle più difficili della propria carriera, riconoscendo il dolore delle famiglie delle vittime ma ribadendo che gli autori dei crimini resteranno in carcere per tutta la vita.
Il provvedimento non equivale però all’abolizione della pena di morte. La legislazione californiana continua a prevederla e i procuratori potranno chiederla nei nuovi processi. Inoltre, per 382 dei 548 detenuti, condannati per più reati gravi, la commutazione dovrà ottenere il via libera della Corte Suprema della California con il voto favorevole di almeno quattro dei sette giudici. Per gli altri 166 Newsom può invece procedere senza questa ulteriore autorizzazione.
La svolta completa il percorso iniziato dal governatore nel marzo 2019, quando impose una moratoria sulle esecuzioni. La California, del resto, non manda a morte un detenuto dal gennaio 2006. Gli elettori avevano tuttavia respinto due tentativi di cancellare la pena capitale, prima nel 2012 e poi nel 2016.
L’impatto della scelta supera quindi i confini dello Stato. I 548 condannati rappresentano più di un quarto della popolazione detenuta nei bracci della morte americani e, secondo un’analisi del Marshall Project, il loro passaggio all’ergastolo potrebbe ridurre di quasi un terzo il totale nazionale. Per Newsom, ormai verso la conclusione del mandato, è la scelta definitiva su una battaglia politica e morale iniziata fin dal suo ingresso alla guida della California.





