Oltre cinquanta leader mondiali riuniti su una piccola isola dei Caraibi per cercare risposte comuni a un periodo segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e cambiamenti climatici. Antigua ospita il vertice dei capi di governo del Commonwealth, appuntamento biennale che rappresenta complessivamente circa 2,7 miliardi di persone e che quest’anno punta soprattutto a rafforzare la cooperazione economica tra i Paesi membri.
Al centro dei lavori ci sarà il commercio. La segretaria generale Shirley Botchwey ha sottolineato la necessità di ridurre le barriere interne e aumentare gli scambi tra le 56 nazioni dell’organizzazione, molte delle quali appartennero all’Impero britannico. La crescente instabilità dei mercati e il ricorso ai dazi da parte delle grandi potenze hanno infatti reso più urgente la ricerca di nuove forme di collaborazione economica.
Al vertice parteciperanno anche rappresentanti di Paesi esterni al Commonwealth, tra cui Qatar, Kuwait, Bahrain, Brasile ed Emirati Arabi Uniti. Accanto all’economia, un ruolo centrale sarà occupato dalla tecnologia. L’organizzazione punta alla creazione di un fondo destinato a fornire competenze digitali a circa dieci milioni di giovani, coinvolgendo imprese private, fondazioni e filantropi. Un altro progetto dovrebbe invece sostenere la transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili.
Il cambiamento climatico sarà inevitabilmente uno dei temi dominanti. Ben 49 dei 56 Stati del Commonwealth hanno coste oceaniche e diversi piccoli Paesi insulari sono particolarmente esposti all’innalzamento del livello del mare e agli eventi meteorologici estremi. Antigua diventerà così anche un laboratorio per discutere tutela degli oceani, finanziamenti climatici e strategie di adattamento.
Il programma comprende inoltre incontri dedicati a imprese, donne, giovani e società civile, mentre alcune nazioni caraibiche chiedono che venga affrontato anche il delicato tema delle riparazioni per la schiavitù. Alla riunione è atteso anche re Carlo III insieme alla regina Camilla. Un vertice che, ben oltre il valore simbolico del Commonwealth, vuole dimostrare se una rete nata dalla storia dell’Impero britannico possa trasformarsi in uno strumento concreto per affrontare le nuove fratture globali.





