L’Italia ha reso questa mattina l’ultimo omaggio a Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, i quattro militari che hanno perso la vita il 29 ottobre nello schianto di un elicottero CH-47 in Bosnia ed Erzegovina, durante una missione nell’ambito dell’operazione eufor Althea. Le esequie solenni si sono svolte a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, dei familiari delle vittime e dei rappresentanti delle Forze Armate.

I feretri, coperti dalla bandiera italiana e accompagnati dalle fotografie dei quattro caduti, sono stati accolti da un picchetto d’onore e trasportati a spalla dai commilitoni. Un momento di profonda commozione per l’ultimo saluto ai Sergenti maggiori dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, al Capitano Franco Adriano Zecchillo e alla Sergente maggiore Laura Procacci, appartenente al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Le istituzioni

Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, insieme a numerosi esponenti politici e istituzionali. Tra le autorità presenti anche il Sottosegretario di Stato alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, che ha rivolto un pensiero di cordoglio alle famiglie, ricordando il servizio prestato dai quattro militari e il valore della missione nella quale erano impegnati. Rauti ha sottolineato come i caduti abbiano dedicato la propria vita alle istituzioni e al Paese, evidenziando l’importanza dell’operazione Eufor Althea per il mantenimento della stabilità e della sicurezza nei Balcani occidentali.
Il ruolo delle Forze Armate
Il Sottosegretario ha richiamato il ruolo delle Forze Armate italiane nelle missioni internazionali, caratterizzato non soltanto dalla professionalità, ma anche dalla solidarietà e dalla vicinanza alle popolazioni locali. Un impegno che, secondo Rauti, ha contribuito a rendere il Tricolore un simbolo di fiducia e speranza nei territori interessati dalle operazioni di pace. Il rappresentante del Governo ha inoltre evidenziato come il lavoro quotidiano dei militari italiani, svolto in contesti complessi e delicati, rappresenti una testimonianza concreta del contributo dell’Italia alla sicurezza internazionale.

Rivolgendo un messaggio di vicinanza all’Aviazione dell’Esercito, al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e ai familiari delle vittime, Rauti ha espresso riconoscenza per il servizio dei quattro caduti: “Il loro ricordo sarà patrimonio eterno per la Difesa e per l’Italia intera”.





